manrico martella-25Per la 4° uscita della serie “Fotografi da Rally” ho avuto l’onore di intervistare Manrico Martella , primo italiano ( di Roma) che compare nella serie di interviste . Manrico è un fotografo di lunga data nel mondo del Wrc attualmente è il titolare dell’agenzia fotografica PureWrc che segue tutte le gare del campionato del mondo rally.
Senza anticiparvi nulla vi invito a proseguire nella lettura , non mi resta che ringraziarlo a nome di tutto lo staff.

 

 

Quali sono i suoi esordi dietro la reflex??

“Nei primi anni 70 con un gruppo di amici facevamo immersioni subacquee, il fascino del mondo sottomarino, mi portava a pensare di provare ad immortalare quei momenti passati sott’acqua. All’epoca esisteva solo la Nikonos come macchina fotografica subacquea, oppure dovevi comprare una custodia per macchine reflex. In italia c’era un artigiano milanese, Luigi Bicchiarelli, che realizzava custodie all’avanguardia per questo settore, ma il cui costo era inaccessibile per me, siamo negli anni 70 ed una custodia per una reflex si aggirava intorno alle 800.000 lire. Alla fine riuscìi ad acquistarne una usata, non era per la mia Canon FTB, ma dovevo solo fargli cambiare i leveraggi. Peccato che quasi contemporaneamente il gruppo subacqueo si disciolse ed io alla fine rinunciai ad andare da solo in acqua, troppo pericoloso. Così ho ancora la custodia riposta, in una busta sopra l’armadio. Altra mia passione era la macrofotografia e così mi divertii per un certo periodo a fotografare la natura, fiori, farfalle, insetti etc etc. Poi arrivarono le prime ragazze e cominciai a far ritratti e foto glamour, alle corse ancora non pensavo, anche se 2 film dell’epoca erano i miei miti: Un uomo e una donna, un film di Claude Lelouch con J.L. Trintignant e Anouk Aimè, storia che si basa su un pilota al Rally di Montecarlo e Le Mans, film prodotto e interpretato da Steve Mc Queen. Non so’ quante volte ho visto e rivisto questi film nei cinema d’essai e nelle sale parrocchiali, all’epoca non esistevano videoregistratori videocassette o tantomeno i dvd.”

 

manrico martella-1

Perché ha iniziato questa disciplina??

“Come detto la passione c’era anche se attraverso dei film. Nel 1974 una sera, per lavoro mi trovavo per caso ad Imperia, ero stato a cena da alcuni parenti insieme ad un mio amico, lui si malato per i rally. Ricordo ancora quando dopo l’orario scolastico, Stefano, così si chiama il mio amico, prendeva l’Audi del padre e andavamo nelle discariche per controsterzi e derapate, alla fine si passava in un autolavaggio e si riportava la vettura linda e pulita al padre…che non capiva perché ci davamo la briga ogni volta di ripulire l’Audi. Dicevo eravamo in Liguria e vediamo passare davanti a noi un Fiat 124 Abarth rosso e giallo che percorreva l’Aurelia, così ci accodiamo e la seguiamo, finchè non si ferma nel parcheggio di un Hotel, scendiamo e vediamo che ha le placche del rally di San Remo. A quel punto domandiamo al pilota, se c’era già stata la gara. Verini, questo era il pilota gentilmente ci dice che la gara iniziava dopo 2 giorni e che se volevamo avere piu’ informazioni, bastava andare il giorno dopo in edicola e comprare Autosprint, dove c’era uno speciale sul Rally di San Remo, con tanto di cartine, orari e elenco iscritti. Il giorno seguente ci fiondiamo in edicola compriamo Autosprint e lo divoriamo letteralmente. mettiamo a fuoco orari e passaggi e cerchiamo di organizzarci. Il problema era, che io non avevo con me la mia Canon FTB, cosi tramite mio cugino Salvatore Marino, andammo nel negozio di un suo amico fotografo, che ci prestò una Comet Bencini, non era una reflex ma quello aveva e mi presto inoltre un flash con le lampadine da cambiare dopo ogni scatto. Andammo a vedere le verifiche a San Remo e poi la notte sul Teglia, all’esterno del tornante…vista la nostra inesperienza, il punto piu’ pericoloso, all’epoca di commissari e forza dell’ordine presenti erano ben pochi. Sulla montagna c’erano i fuochi degli altri gruppi di spettatori e sentivamo il rimbombo del suono dei motori che rimbombavano nella valle prima di arrivare da noi. La cosa strana è che dopo un po’ questi rumori si fermavano del tutto, finche’ il mostro apparve, una batteria di fari ci accecò completamente, con un suono assordante, il pubblico che urlava e incitava, incredibile……e poi mentre le luci posteriori si allontanavano rimaneva nell’aria l’odore dell’olio, delle gomme e i commenti degli appassionati. Fu amore a prima vista…. anche se fotograficamente, la mancata sincornizzazione del flash con la macchina aveva prodotto come risultato finale solo una serie di fari nel buio…. Per la cronaca, in quella speciale si erano fermate per problemi vari, quasi tutte le vetture ufficiali Fiat 5 o 6 se ricordo bene, ecco perché sentivamo il rumore dei loro motori e poi…il nulla.”

 

manrico martella-7

Chi le ha insegnato a realizzare delle foto di qualità??

Intanto grazie per aver definito le mie foto…di qualità, in realtà sono un’autodidatta, agli inizi ricordo che svuotavo tutte le settimane, le edicole di Via Veneto a Roma, erano le uniche che avevano i giornali stranieri, compravo di tutto dal PHOTO originale francese, a Chasseur d’Image, per poi cercare riviste del settore come Sport Auto, Auto Hebdo (Francesi), l’austriaco Auto Motor Zeitung, se ricordo bene il titolo, dove pubblicava Tamotsu Futamura o le tedesche Sport Auto e …così come riviste inglesi etc etc. insomma tutto quello che riuscivo a trovare.
Pian piano mi facevo una mia idea di cosa mi sarebbe piaciuto fotografare nei rally e di cosa volevo trasmettere con le immagini, non solo foto d’azione, ma altro…”

 

manrico martella-18

Quand’è che ha realizzato che la fotografia poteva diventare il tuo lavoro a tempo pieno?

Alla fine degli anni 70, avevo già cominciato le prime collaborazioni con riviste del settore come Auto Sport di Roma o come Autosprint…avevo un ottimo lavoro all’epoca che mi portava a girare per l’italia, quindi cercavo di farmi dare delle ferie nei giorni che c’erano le gare. Poi nell’81 subito dopo il matrimonio, lasciai quest’attività e mi dedicai a tempo pieno alla fotografia, nel frattempo mi ero già fatto conoscere nel settore.”

 

manrico martella-6

Ci può raccontare la sua carriera in questo settore??

La mia carriera non è stata per niente facile, Io sono nato a Roma e ci vivo…di rally qui non si parla e non si mangia, l’unica cosa che ha un qualche legame con le corse è l’Autodromo di Vallelunga.
Ricordo che specialmente all’inizio la gente del settore quando andavo ad un rally, mi guardava con curiosità, e mi domandavano? Un romano? Nei rally…ma che ci fai?
Poi pian piano, mi hanno cominciato a conoscere e ora son piu’ di 30 anni che frequento questo mondo.”

 

manrico martella-2

Solo nelle ultime stagioni sei ritornato in questo business cos’è cambiato oggi rispetto qualche anno fa??

“In piu’ di 30 anni mi son preso 2 pause, la prima alla fine degli anni 90, che è durata 2 anni e mezzo, mentalmente ero scarico, non provavo piu’ il gusto di una volta a partire per una gara e decisi di smettere, d’accordo con i miei clienti.
La seconda nel 2008 per problemi di salute, la schiena dopo tanti decenni con oltre 25 kg di attrezzatura non reggeva piu’….ho provato con fisioterapia etc etc ma i risultati non sono stati soddisfacenti e quindi mi son dovuto fermare.
Il ritorno? Era la fine del 2011, parlando con una persona a me cara, mi disse: ” Ma se ora ti senti meglio con la schiena, perchè non provi a tornare? Ci son nuove macchine fotografiche molto piu’ leggere, si, non sono le top, ma guarda che ci lavorano tanti professionisti e anche per gli obiettivi non serve piu’ tutto il corredo di una volta, vai provali e poi dimmi.”
Così,provai le nuove fotocamere e i nuovi obiettivi, effettivamente sono molto piu’ leggeri e dallo scorso anno eccomi nuovamente a prender polvere a bordo strada.
Riguardo al cambiamento degli ultimi anni, nel 2008 già si avvertiva, molti miei vecchi amici fotografi smettevano per l’età o perché i contratti si riducevano all’osso, una politica scellerata messa in atto da una famosa agenzia, di prender clienti ad altri abbassando notevolmente i prezzi, ha aumentato la crisi che già c’era… oggi quella stessa politica gli si è ritorta contro.
Non ho molta stima di alcuni colleghi, gente che pensa solo a fregarti e credetemi…son tanti, anche fra i piu’ osannati, ma così và il mondo.
Oggi l’imperativo in questo mondo è fregare gli altri, non importa come, con prezzi così bassi, che ti chiedi..ma come fanno? O lasciando debiti da tutte le parti, …o mentre lavorano per te, contattano direttamente il cliente per fregaterlo, o ricopiando le inquadrature degli altri, per poi atteggiarsi a grandi fotografi….
Infine c’è l’ultima categoria, quelli che son arrivati da poco nel mondo del WRC e sembra che loro siano gli inventori della fotografia, che prima di loro ci fosse….l’oscurantismo, una manica di gasati come pochi. Quindi posso solo dirti che il mondo dei fotografi del WRC è solo peggiorato, così come tutta la società di oggi, non scopro nulla, quindi.
Ti faccio un esempio banale, sai quanta gente sulle speciali del rally, mi dice, guarda ero su quella ps ho provato a chieder un consiglio a quel fotografo del WRC, mi ha risposto che non aveva tempo o ha fatto finta di non capire……
Quando io iniziai era un altro ambiance, da semplice appassionato parlavi con tutti quelli che ora son definiti mostri sacri, questa gente aveva ed ha uno spessore umano, che quelli di oggi nemmeno immaginano…e mi fermo qui.”

 

manrico martella-22

Preferisce foto statiche o in panning?? Perché??

Non ho preferenze, come dico a tutti quelli che mi chiedono consigli, innanzitutto devi avere un tuo stile, chi vede la tua fotografia subito deve collegarla al tuo nome, è inutile scimmiottare gli altri, non si inventa nulla, bisogna prender spunti e provare, fortunatamente oggi non si usa piu’ la pellicola e quindi per provare non si buttano pellicole su pellicole..si risparmiano parecchi soldini…
Per quanto riguarda il reportage da realizzare durante una gara, che sia per te per i tuoi amici, o per i tuoi clienti, deve essere un reportage completo. Evita di far tutti i concorrenti, nella stessa curva, stessa inquadratura …la gente dopo 3 foto si stanca … di veder la solita minestra. ….. varia le inquadrature, i posti, le angolazioni…
Io mentalmente ho un mio schema, molto semplice, di ogni gara io devo avere le seguenti inquadrature :
1) Post card, sono le foto d’ambiance, utilizzate per doppie pagine sui giornali, che devono subito dare al lettore, l’idea di dove si è svolto un rally. Non basta piazzare una semplice bandiera al lato della foto…abitudine che ho visto che molti hanno. Qualche volta anch’io utilizzo questo sistema per completare l’inquadratura, ma non né abuso…
2) Foto d’azione, tipo salti, guadi o controsterzi
3) Foto ad effetto, panning, explosion, controluce spinti, inquadrature dal basso o dall’alto, questi sono punti di vista che normalmente non abbiamo e non vediamo…
4) controllare a che ora sorge il sole o tramonta per realizzare foto spettacolari all’alba o a tramonto.
5) Ritratti ed assistenza, queste sono molto importanti perché danno una completezza al reportage, ricordatelo
Ecco così quando proporrete un reportage, il vostro interlocutore, saprà che siete all’altezza per destreggiarvi in tutte le situazioni e non dovrà chiedere foto ad altri colleghi, rischiando così di perderlo, se invece le mostrerete ai vostri amici, sicuramente non si annoieranno.”

 

manrico martella-12

Qual’è il tuo scopo quando scatti una foto?Cosa vuole trasmettere nelle sue foto??

Un emozione, tutto qui, puo’ essere un paesaggio o un ritratto o un tramonto o one big action…solo un’emozione.”

Chi è per te il miglior fotografo di rally di sempre, cosa lo caratterizza??

“Io penso che non ci sia un miglior fotografo di sempre, credo invece che ci siano dei fotografi che hanno segnato un epoca. Il primo fotografo è stato per me Hugh Bishop, semisconosciuto ai fotografi di oggi e devo dire anche non molto considerato da alcuni fotografi dell’epoca. Yoghi, questo è il suo soprannome, utilizzava 2 fotocamera sulla staffa, due Pentax, su una c’era caricato il rullino in B/N e sull’altra Diacolor, come ottiche usava di solito il 35 mm su tutte e due. Hugh è stato il 1° fotografo che mi ha fatto capire tramite le sue immagini, che al lettore non dovevi solo dar foto d’azione, ma possibilmente foto d’azione in un contesto che trascinasse immediatamente il lettore nel luogo dove si svolgeva la gara, un Grande con la G maiuscola. Per farti un esempio, è stato il primo a fotografare i concorrenti nei trasferimenti, perchè trovava delle volte delle location adatte a foto d’ambiance piu’ delle prove speciali. Poi Tamotsu Futamura, che con Yoghi faceva sempre coppia, è purtroppo scomparso poco tempo fa, Tamotsuo è stato il primo crack nella fotografia da rally. Con loro ho condiviso insieme molte gare in giro per il mondo e credo che la mia filosofia di vita, si ispiri a loro o sia stata molto influenzata da loro. 2 grandi con la G maiuscola, ma semplici, umili oserei dire. Ecco queste persone mi mancano, mi mancano le cene passate insieme, o l’attesa quando eravamo in mezzo alle ps con l’immancabile buona bottiglia di rosso e un salame o un formaggio….Tamotsu era innamorato dell’Italia, spesso veniva a Roma e si usciva insieme con la famiglia …bel periodo Poi c’è Reinhard Klein, esploso a livello mondiale nel periodo Audi, tra i grandi, non dimenticherei Yahn Arthus Bertrand, per un certo periodo è stato il fotografo della Martini e le sue immagini, hanno fatto il giro del mondo. Negli anni 90 è venuto fuori un fotografo che considero un genio, è lo spagnolo Miguel Liso, per diversi anni abbiam seguito il WRC insieme, andavamo in giro tutto il giorno con le pipas(buste di semi di girasole essiccati) varie porcherie alla liquirizia della Haribo e Red Bull,questo era il nostro pranzo in giro per le gare WRC, ci siam divertiti da matti, ora da qualche anno è passato in F1 e subito si è fatto apprezzare, tant’è che lo scorso anno ha realizzato una mostra nel GP di Barcellona, è anche diventato fotografo Nike, sue sono le foto dei giocatori del Barca in giro per il mondo. Dei nuovi, se possiamo così definirli, mi piacciono alcune cose di Marcin Ribak e di Andrey Fomchenkov. Concludo con gli italiani, l’unico fotografo di cui ho una certa considerazione è Germano Gritti, cerca sempre di realizzare un qualcosa di diverso dagli altri, sempre tra gli italiani mi piacciono alcune cose degli Zii Monica & Vittorio, allo zio sono molto affezionato, è un vecchio brontolone, ma mi rilasso e mi diverto a far i rally con lui.”

 

manrico martella-4

Tra colleghi che rapporti ci sono?? ostilità dovuta alla competizione o collaborazione ??

“In generale ho buoni rapporti con quasi tutti i fotografi, escluso qualcuno, ma lì non c’entra il lavoro, si parla del lato umano, non vale nulla come persona….lo considero ZERO Ma come tutti gli ambienti di lavoro, anche quello del fotografo da rally, non sfugge ai soliti luoghi comuni, c’è tutto il meglio e tutto il peggio di quello che è il genere umano. Competizione? Ma se dovessi dar retta a tutti gli ultimi arrivati, ognuno di loro, si sente il miglior fotografo, ognuno di loro è il depositario del genio della fotografia, ognuno di loro è l’erede dei vecchi fotografi. Li senti pontificare su creatività, genialità e bla bla bla…. Di queste persone non ho molta stima e non li frequento, al massimo un buongiorno e un buonasera. Poi ci son vecchi fotografi, che ancora calcano il palcoscenico del WRC e stranamente questi son rimasti i piu’ semplici e i piu’ alla mano. Ci si frequenta, si scambiano pareri sulle speciali ci si aiuta un con l’altro. etc etc Con queste persone, dopo tanti anni, ci si vede e ci si incontra anche al di fuori del rally.”

 

manrico martella-3

Di quale materiale fotografico dispone??

“Al momento oserei definire il mio corredo…”amatoriale”, dispongo di 2 Canon Eos 7D, come ottiche 3 zoom: 10-22 , 28-105 , 70-300 ,tutto molto leggero, un flash che uso raramente e i mie 30 filtri Cokin a breve comprerò un zoom canon 8 -15, tutto qui. Mi vorrei ricomprare come ottica, il 500 ma pesa molto…”

 

manrico martella-13

Cosa pensa della post-produzione nella fotografica di rally??

“Non sono contrario, non né abuso, se vogliamo usare questo termine. Ho avuto, la fortuna di aver iniziato a fotografare col sistema analogico, meccanico, con diapositive e quindi la foto doveva esser già bella e pulita ed esposta nel modo corretto, già al momento dello scatto. Oggi questo si rivela un gran vantaggio, non devo fare un gran lavor post produzione per pulire o croppare le foto, da inviare subito all’agenzia
Oggi ci son tanti pseudo fotografi tra i professionisti, che se dovessero fotografare in diapositive…non porterebbero a casa un’ immagine decente.
Mi piacciono invece alcune post produzioni, dove non si lavora solo per correggere errori, ma per dare un senso diverso alla foto.”

 

manrico martella-17

Hai qualche consiglio particolare da dare ai nostri fotoamatori rallystici alle prime armi?

Consigli? tutti quel che vorranno, visto che comincerò a curare su questo sito, la rubrica dei fotoamatori, credo comunque di esser stato esauriente per il momento su come impostare questa passione…anzi forse son stato anche molto prolisso…ma che ci volete fare, son vecchio eh eh eh”

 

manrico martella-10

Qual è il suo rally preferito in tutto il mondo (di sempre)?? Perché??

“Il Safari, purtroppo non c’è piu’. Non credo che ci voglia molto a capire il perché.”

Qual’è il pilota più socievole con cui ha avuto a che fare(di oggi e di ieri)??

“Ma io son sempre stato molto timido nel rapportarmi con i piloti, mi son divertito da matti quando in Italia correva il Team General Motors,la Opel per intenderci ero il fotografo ufficiale e quindi ero sempre insieme a quella banda di matti, da Lucky a Rudy, Ballestrieri, Ormezzano e poi Cerrato, Tony, Biasion, ecco con Gigi c’era un bel rapporto. Con i piloti stranieri, molti erano e sono socievoli….ci si rapporta bene, alcuni oggi..son primedonne.”

 

manrico martella-19

Qual’è il miglior pilota da immortalare nell’azione(di oggi e di ieri)?

“Dei vecchi miti, senza dubbio Vatanen, Toivonen….di oggi Al Attiyah, Novikov. Al Qassimi e credo che questo faccia capire come è cambiato il modo di guidare una vettura WRC.”

 

manrico martella-16

Cosa pensa del Wrc,Erc e Cir attuali sono meglio o peggio degli anni passati??

“Mi avvalgo della facoltà di non rispondere….eh eh scherzo, facile rispondere WRC meglio anni 70-80 i veri rally, Erc meglio ora. Per il Cir, non posso esprimermi, visto che manco da queste gare da circa 25 anni. Ai miei tempi era un campionato fantastico con gare come: S. Martino di Castrozza, Elba, 4 Regioni, Valli Piacentine, 100.000 Trabucchi, Liburna e mi scuso per quelle che non ricordo. C’erano case ufficiali, con squadroni, ora non so’….”

 

manrico martella-9

Qual’è il tuo rapporto con i tifosi italiani?? Quali sono i tifosi più particolari nel mondo??

“Ma il mio rapporto con gli appassionati, credo che sia buono, son alla mano, si scherza e si ride e molte volte mi aiutano….. I tifosi latini in generale, li reputo i migliori, riescono a trasmettere a tutto l’ambiente piloti in primis, la loro passione.”

 

manrico martella-5

Ha qualche curiosità/episodio simpatico da raccontare legato al suo lavoro??

“Credo di avervi annoiato già abbastanza, o no?”

Contatti e link:
PureWrc Official Site | PureWrc FB Page

manrico martella-24

Copyright © Rally.it: puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.