E’ stata una gara dai due volti legato alle condizioni atmosferiche che hanno pesantemente condizionato le prestazioni dei piloti, modificando prova dopo prova, le loro strategie ed il loro modo di guidare.

Ieri, prima tappa, “di tutto e di più”: pioggia, vento, nebbia con qualche pozzanghera di troppo che ha fatto provare i brividi a più di un pilota. Ma in gara c’era un certo Tony Fassyna (già vincitore, qui, nel Mondiale del 1979, primo pilota privato a raggiungere questo risultato) che da sempre ha dimostrato quanto gli piacesse guidare sul bagnato e ieri lo ha confermato, alla grande. Con la sua Stratos ha lasciato di stucco gli avversari e, dopo il riordino di San Bartolomeo, aveva deciso di non rischiare per portare la macchina sulla pedana. Ma una “esse” lo ha tradito, a pochi metri dalla conclusione della quarta ps.

Rilevava lo scettro del più veloce Brazzoli (già leader della terza categoria) che riusciva a rintuzzare la “muta” di avversari con una condotta di gare perfetta: guidare al massimo riducendo i rischi al minimo. E gli è riuscito davvero bene!

Oggi, condizioni meteo ideali, da Riviera dei Fiori veramente, strade solo umide in alcuni tratti e piloti “ringalluzziti” dalle nuove condizioni ambientali.

Nella categoria di Brazzoli, si è fatto notare prima Tessore, autore di una prova maiuscola sul bagnato di ieri e sfortunato sull’asciutto di oggi, dove – comunque – aveva iniziato a pagare lo scotto di un motore con 100 cavalli in meno rispetto alla concorrenza. E sempre nella stessa categoria, dopo un giorno di “apprendistato”, un “aereo” (Ford Escort RS) pilotato da un certo Heintz staccava tempi tali da permettergli di superare Domenicali, autore di una gara molto regolare, terminando al secondo posto.

Nella seconda categoria Jensen non ha mai avuto problemi a controllare gli avversari: in testa dopo l’uscita di Tony è riuscito a portare a casa il risultato massimo da questa gara d’esordio del suo Campionato Europeo e, d’altra parte non dobbiamo dimenticarlo, è lui iil campione in carica. I suoi avversari più agguerriti: Ravioli e Bianchini, il primo con una gara attenta e veloce è riuscito a non farsi superare dal pilota di San Marino che ha spesso superato col cuore ed il piede i problemi di un assetto non proprio perfetto e di un motore che p’aga 50/60 cavalli a quelli del Porsche. Certo che se Da Zanche non avesse avuto quei problemi già dall’inizio ed alla fine probabilmente adesso scriveremmo di una gara completamente diversa in questo raggruppamento.

Senza storie la prima categoria: Savioli in testa da subito, Capsoni, De Luca e Pfeiffer ad inseguire il pilota siciliano che, all’arrivo non sa trattenere la propria felicità lasciando intendere che anche le condizioni atmosferiche avverse lo hanno “accompagnato” in questo successo.

Nella Coppa dei Fiori Chiesa/Chiesa portano la loro A.R. Giulia Ti al successo davanti a Rettegno per 11 penalità e a Clarini per 87

Questa edizione ha festeggiato le nozze d’argento e mi viene immancabile un pensiero per il suo ideatore, ritenuto, tanti anni fa, un “visionario” perché aveva creduto alle storiche… ebbene, siamo sicuri che si sia divertito molto in questi giorni, anche a scrutare le facce di chi in questo Rally non aveva voluto credere. Ciao Adolfo!