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Andreucci: La scelta corretta delle gomme sarà determinante per il successo al Rally delle Alpi Orientali

La 207 Super 2000 di Peugeot Italia e il suo pilota ufficiale Paolo Andreucci si presentano alla 46esima edizione del Rally del Friuli e delle Alpi Orientali forti della leadership nella classifica piloti conquistata nel Rally di San Marino dello scorso luglio. Con quattro gare ancora da disputare nel tricolore 2010, la gara friulana dà il via alla volata finale del Campionato Italiano e sarà una delle tappe chiave per la conquista del titolo.

Paolo Andreucci: “L’Alpi Orientali è una delle gare storiche del Campionato Italiano Rally, per conformazione e per caratteristiche tecniche, è una delle gare più difficili della stagione, in quanto il fondo, con buon grip e veloce, è la principale insidia. È un rally difficile da interpretare anche perché collocato in un periodo della stagione in cui il meteo diventa una variabile non trascurabile. Due giornate di gara, con una prima tappa più corta ed una seconda con prove distanti tra loro e distribuite su un territorio ampio. Proprio la seconda giornata, in caso di tempo incerto, è la più insidiosa perché da una prova all’altra si possono trovare temperature e condizioni molto differenti. La scelta corretta delle gomme, qui più che altrove, sarà determinante per il successo. In caso di sole, gli asfalti delle prove speciali sono molto abrasivi e richiedono coperture molto dure….ma qui è facile che il tempo cambi repentinamente con temperature che arrivano velocemente anche a 10/15° con la difficoltà di trovare la giusta scelta degli pneumatici da bagnato. Il bagno di folla e il calore del pubblico, alla partenza e all’arrivo, nella piazza principale di Udine sono qualcosa di unico. Sono sicuro che la prova spettacolo di giovedì in Piazza Primo Maggio, in centro città, sarà per tutti gli spettatori una grande occasione per vivere le emozioni del rally sotto casa”.

Anna Andreussi: “La mia gara di casa. Davanti ad amici e tifosi. Un’emozione in più e uno stimolo a fare bene. Sono nata e cresciuta a pochi chilometri dalle prove speciali, le ho vissute prima da spettatrice e ora, in prima persona. Leggere le note e interpretare le curve che percorrono le valli del Natisone e quelle delle Prealpi richiede impegno e concentrazione: le speciali sono molto varie e tecniche, con cambi di ritmo e passaggi molto spettacolari per i tifosi. Ricordo questa gara con piacere perchè è la prima a cui ho partecipato come navigatrice, proprio da qui è iniziata la mia carriera”.