Identico il percorso rispetto alla corsa valida per il Campionato Italiano Rally, ma le vetture d’antan faranno un solo passaggio su ogni prova speciale, compreso il crono spettacolo di apertura. “Divertirci in compagnia senza l’assillo del risultato è il nostro principale obiettivo” dichiara il biellese Ermanno Caporale, che pregusta i passaggi
sulle strade del mitico Manghen e di Val Malene, Sagron, Gobbera, Col Perer San Martino di Castrozza, 6 agosto 2011.

Si avvicina il momento dell’apertura delle iscrizioni (martedì 16 agosto) e il tam tam fra piloti e navigatori serve a darsi appuntamento tra sei settimane all’ombra delle Pale per quello che si annuncia come uno splendido weekend di fine estate. Tempo permettendo, perché la pioggia in montagna più che altrove intristisce, San Martino ha qualcosa di magico: il contesto alpino, le dolomiti, i prati verdi e il suo piccolo centro abitato, ospitale e tranquillo.

Aggiungiamoci il soffio caldo dei motori, che qui sono di casa dal 1964, ed ecco confezionata la splendida atmosfera del rally che verrà: un paese in festa, da martedì 13 a sabato 17 settembre, con l’opportunità di abbinare alla corsa dei giorni puri di vacanza. “Abbiamo previsto un identico percorso per gli storici e i moderni – spiega Giovanni Natalicchio, presidente della San Martino Corse sezione Autostoriche – con le difficoltà di ben sei diverse prove speciali suddivise in tre giorni di gara, tenendo conto che si comincia con la prova spettacolo facoltativa di giovedì sera 15 settembre sul piazzale Rosalpina. L’indomani i concorrenti dell’Historic faranno il secondo giro sul tracciato della prima tappa e il primo giro della seconda tappa.

Per loro è previsto un arrivo anticipato al traguardo in modo da avere il giusto risalto sul palco in piazzale Sass Maor. E al termine della gara ci sarà la cena di gala offerta dal comitato organizzatore”. C’è chi si propone con netto anticipo, come Ermanno Caporale da Biella, smanioso di mettersi al volante della sua Lancia Fulvia Hf sui tornanti della Gobbera, la lunga spirale di Val Malene, la mulattiera asfaltata del Manghen. “Primo obiettivo, divertirci!” sentenzia al plurale il driver piemontese, contando sull’amicizia del navigatore Marcello Semestraro e dell’allegra sarabanda che sempre caratterizza le sfide tra le vecchie signore a quattroruote.

E aggiunge: “Non siamo più dei ventenni costretti a dimostrare il proprio valore, ma inguaribili appassionati che stanno bene in compagnia e si prendono ancora l’emozione di girare in controsterzo, fare il punta-tacco, provare a ritardare la staccata. Il Rallye San Martino l’ho visto tanti anni fa e mi è rimasto nel cuore. Adesso mi prendo il gusto di farlo con la mia vecchia auto, sperando di non sfigurare”.