La scuderia torinese ed il pilota lombardo, sul sedile di una Volkswagen 1303 S, archiviano la prestigiosa competizione storica sotto la bandiera a scacchi, regalando spettacolo nonostante alcuni problemi di natura meccanica risultati determinanti ai fini della classifica finale.
Una competizione d’altri tempi, in condizioni meteo limite. La scuderia Happy Racer è riuscita a raggiungere quello che era l’obiettivo dichiarato: raggiungere la bandiera a scacchi del Rallye Montecarlo Historique dopo oltre duemiladuecento chilometri che, dal 30 gennaio al 4 febbraio, hanno interesato un eccellente plateau di piloti.

Ad indossare i colori del sodalizio torinese, sui fondi ghiacciati della competizione di regolarità a media, è stato il pilota lombardo Alberto Bergamaschi, chiamato sul sedile della Volkswagen 1303 S gommata Continental ContilceContact. Una presenza atta a confermare l’attitudine internazionale della scuderia torinese, perennemente tentata dai grandi palcoscenici del motorsport.

Vettura datata 1973 per Alberto Bergamaschi. Un esemplare da 1600 cc che, proprio sulla pedana di partenza, ha tradito le rosee aspettative lamentando problemi meccanici che ne hanno impedito lo start. Una corsa contro il tempo, quella del pilota monzese, costretto a reperire un motore inferiore ma che ha garantito l’arrivo finale nel Principato di Monaco.

Nostro malgrado, ci siamo affidati ad un motore 1200 cc con ben cento cavalli in meno dell’originale – ha commentato Bergamaschi all’arrivo – secondo regolamento, siamo riusciti a concludere gli ultimi cento chilometri della prima tappa, partendo dall’ultima posizione assoluta e cercando di recuperare nei giorni seguenti. Non è stato facile, ma da trecentosettesimi abbiamo concluso centonovantesimi, “innevandoci” nel corso della seconda tappa ma brillando con un quattordicesimo riscontro nella Saint Nazaize le Dèsert – La Motte Chalacon, l’unica che non è stata caratterizzata da salita”.

Condizioni difficili per Alberto Bergamaschi ed il copilota Marco Torlasco. “Molta neve, con muri sui lati della speciale a fare da cornice ad un contesto veramente massacrante – ha confermato – in virtù delle problematiche riscontrate, c’è di che essere soddisfatti. Il motore, nonostante la palese inferiorità, è andato a meraviglia. Il valore aggiunto, in ogni caso, sono stati gli pneumatici. Le Continental sono state determinanti nel raggiungimento di un risultato che gli episodi negativi avevano reso difficilissimo”.