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WRC. L'Editoriale del Rally del Messico 2012

L’Editoriale del Rally del Messico 2012:

In questo editoriale, finalmente, possiamo concentrare le attenzioni sul campionato stesso. La vicenda delle dirette e della Prodrive aveva arrestato il tradizionale corso di questo piccolo spazio di commento, come è giusto che sia. Infatti, dopo due mesi invernali, sul ghiaccio e sulla neve, che purtroppo hanno solo regalato al WRC brutte notizie, si è giunti ad una fase stabile e di equilibrio. La tappa del Messico, è atipica per l’altitudine in primo luogo e in secondo luogo per l’asprezza del fondo. Il numero di iscritti, com’era prevedibile ha raggiunto appena quota 30: tenendo conto delle difficoltà economiche, anche per i locali, il risultato è più che buono, giacchè le WRC iscritte sono ben 12, record per la nazione del Centro America. Basti pensare che, nonostante l’assenza del Go Fast Energy Rally Team , nel paragone con il Rally Montecarlo, la differenza consiste in appena cinque vetture. Ritorniamo però al rally del Messico che, regolarmente, regala delle sorprese. La composizione della gara è articolata in ventiquattro PS e non più ventidue come nel 2011, mentre il numero dei km aumenta in modo interessante in questa stagione: rispetto allo scorso anno, in questa occasione, sono stati ricavati 60 km di PS in più.

In merito ai cosidetti rally resistenza le squadre all’unanimità si sono opposte, ma qualcosa si sta muovendo e si propongono, giustamente, modelli di prove speciali o tappe piuttosto rinnovate, con addirittura 55 km nella sola Guanajuatito. Trovo questa modifica necessaria, anzi è opportuno portarla avanti, per eliminare finalmente il concetto di Rally Sprint. Una gara la si deve guardare per più aspetti ed un rally in particolare, deve contenere questa variabile della durata e non solo della prestazione. Ben vengano quindi progetti di innovazione, che si contrappongano alla staticità e alla stagnazione del WRC di questo decennio. E comunque, i frutti si possono notare: lo spettacolo in Messico è garantito, ma quest’anno ne è anche aumentata la qualità. Grande ritiro, quello di Latvala, la cui gara è stata a dir poco rocambolesca e ardimentosa. Loeb consolida la sua posizione nel campionato, dando ancora una volta prova di competitività e accortezza contemporaneamente. Hirvonen in crescita, veloce e costante, così come Solberg, mentre a stupire maggiormente sono Tanak e Ostberg, i quali si mostrano sempre più idonei al passaggio successivo e finale in carriera. Una gara coronata dalla lotta, in gruppetti molto interessanti, arricchiti dalla presenza di un pilota che da tanto tempo mancava, Atkinson. Buona Lettura!

Per approfondire, ecco il link alle analisi complete:
http://www.rally.it/f24/pagelle-rally-wrc-5159-7.htm

Giovanni Filograsso

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