Michele Tassone alla ricerca della terra promessa
“Ebbene siamo qui per vedere come andrà a finire”. Con la stessa tranquillità con cui affronterebbe una tranquilla passeggiata estiva in un parco Michele Tassone, insieme al suo navigatore, l’astigiano Fabio Grimaldi da Canelli, si prepara ad un impegno cruciale nella sua stagione agonistica 2012: il 19° Rally dell’Adriatico, in provincia di Macerata. “È la prima ed unica gara su terra della stagione e nessuno sa bene quali siano i valori in campo. Si parla molto di Mikka Pajunen, che sicuramente è il pilota che ha maggiore esperienza sul fondo sterrato, ma non sappiamo se nel gruppo ci sia qualche fenomeno della terra”. Lo chef di Peveragno, pur avendo una carriera molto breve alle spalle, vanta già due esperienze sulla terra. “Ho disputato due volte il Val d’Orcia a Radicofani ed in entrambe le occasioni mi sono trovato bene” dimenticandosi di dire che in entrambe le occasioni vinse la Classe, il primo anno con una Peugeot 106 Rallye FA, quest’anno con una Citroën DS3 R3T, quando ha vinto anche le Due Ruote Motrici, precedendo sul traguardo uno dei suoi avversari del Trofeo Twingo, il piacentino Andrea Carella. “A Radicofani fra noi c’era una disparità di vettura per tanto non è possibile fare un confronto in quella situazione” sottolinea con la solita onestà sportiva il ventenne di Peveragno. “Ho fatto le ricognizioni della gara e le prove mi sono piaciute. É una terra dura e compatta, che permette di viaggiare veloci. Noi ci siamo preparati nel migliore dei modi. Con Cristiano Bianucci dell’Autofficina Ulivieri abbiamo effettuato un piccolo test per equilibrare la vettura su questo fondo”.
Michele Tassone non ama le previsioni meteorologiche “Se piove, l’importante è che piova per tutti allo stesso modo”, ma qualcuno gli ha già detto che in quel di Cingoli dovrebbe far bello. “Per me sarà una novità, perché nelle due gare su terra fin qui disputate ho trovato le condizioni meteorologiche più difficili, con pioggia, fango e addirittura la neve. Se sarà asciutto per me sarà una novità, ma io parto con il solito spirito. Cercare di divertirmi il più possibile e se poi arriva anche un buon risultato meglio ancora”. Nonostante le poche gare fin qui disputate Michele Tassone dovrebbe già avere un orientamento specialistico, quindi è logico domandarli se sia un asfaltista piuttosto che un terraiolo. “A livello di esperienza mi sento più un asfaltista, perché è su quel fondo che ho disputato il maggior numero di gare. Però, quanto mi sono divertito sulla terra di Radicofani….” e si lecca i baffi non vedendo l’ora di partire per la prima speciale del Rally dell’Adriatico.

