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Porro e Cargnelutti in festa al 48° Rally del Friuli

Sono il comasco Paolo Porro ed il friulano Paolo Cargnelutti, i vincitori del 48° Rally del Friuli, penultimo atto del Trofeo Rally Asfalto girone B. Il verdetto è arrivato nel tardo pomeriggio di oggi al termine di una giornata avvincente durata sei Prove Speciali tra le Valli del Torre e del Natisone, una gara corsa quindi sul classico percorso del rally friulano, quest’anno avvalorato anche dalla validità oltre che della Mitropa Cup del Campionato Sloveno.

Porro e Cargnelutti hanno preso il comando della gara dalla prima prova speciale senza più lasciarlo, sfruttando al meglio la loro Ford Focus WRC di ultima generazione, con la quale hanno oramai acquisito un feeling importante.Un feeling che gli ha permesso di controllare con tranquillità la situazione ed allontanarsi progressivamente dalla concorrenza.

E’ stata una gara difficile, comunque anche esaltante sono state le parole di Porro all’arrivo non abbiamo mai cercato eccessi e credo che la tattica abbia pagato”. Come ha detto, Porro non ha mai forzato l’andatura, una volta passato al comando ha solo guardato a controllare con freddezza la situazione, cogliendo quindi un risultato prestigioso e mettendo la propria firma sull’albo d’oro di una delle gare più amate oltre che longeve in Italia ed all’estero.

Seconda piazza finale per il conterraneo di Porro Corrado Fontana, affiancato dal genovese Nicola Arena, anche loro su una Ford Focus WRC. La gara per Fontana è stata particolarmente sofferta dal momento che sul fondo umido non ha mai saputo trovare il giusto feeling di assetto e quindi un ritmo ottimale per affrontare le tecniche e selettive “piesse” della gara.

Sul gradino più basso del podio è salito il tre volte Campione Europeo Luca Rossetti, al volante della Skoda Fabia S2000 che utilizza quest’anno nel Campionato Nazionale di Turchia. Vincitore della passata edizione della gara ed al debutto quest’anno sulle strade italiane con le gomme Pirelli, Rossetti ha corso con la solita sua generosità e grinta, ma non ha potuto andare oltre questo risultato, venendo anche parzialmente rallentato nelle prime prove da problemi con il freno a mano e all’alimentazione, nella sua parte elettronica. La sua è stata comunque una gara in crescendo, ponendosi come vera alternativa alle più potenti vetture World Rally Car.

Sfortunato l’attesissimo locale Claudio De Cecco, che inseguiva la sua settantesima vittoria assoluta con la Ford Focus WRC della locale Friulmotor: ad una iniziale crisi di gomme, il pilota di Manzano aveva risposto con una buona parte centrale di gara per poi alzare bandiera bianca dopo la quarta prova disputata, a causa della rottura della pompa dell’acqua quando occupava la quarta posizione assoluta.

La sua posizione è stata quindi acquisita lo sloveno Aleks Humar, anche lui con la Skoda Fabia S2000. Capoclassifica provvisorio del suo Campionato Nazionale ed al debutto in Friuli, si è costantemente espresso sui livelli alti, pur non avendo feeling con l’asfalto italiano, a suo dire totalmente diverso da quello del suo Paese.

Quinta posizione per i trevigiani Biasiotto-Tomasi (Peugeot 207 S2000), anche loro costantemente nei quartieri alti della classifica nonostante abbiano palesato – a dire del pilota – difficoltà di adattamento al fondo umido, mentre la sesta posizione, prima del Gruppo R, delle “due ruote motrici” ed anche del monomarca Citroën Racing Trophy, l’ha fatta sua il varesino Andrea Crugnola, autore di una nuova ed esaltante prestazione complessiva. Crugnola è passato al comando dopo quattro prove sopravanzando il sino ad allora leader Michelini, successivamente fermo per una panne elettrica. Nel Trofeo Abarth 500 il punteggio pieno l’ha acquisito il ligure Manuel Villa e nella Suzuki Rally Cup, il testa a testa, sino alla soglia dell’ultima crono è stato tra il modenese Gubertini ed il piemontese Giordano, con quest’ultimo poi trionfatore.

Il Rally del Friuli-Alpi Orientali ha compiuto un nuovo passo verso il mezzo secolo di vita con un’altra edizione di prestigio sia in termini di adesioni (sino è risultato il rally più partecipato in Italia con 175 iscritti) e pur con l’anno transitorio passato fuori dal Campionato Italiano ha avuto conferma dell’affetto sia dei piloti che degli addetti ai lavori ed anche dei tantissimi appassionati che hanno assistito alla gara lungo il percorso.