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Dakar, 11^ tappa: La pioggia congela la gara

Premettiamo subito che il riassunto di oggi sarà scarno ed essenziale, in virtù di quanto scritto nel titolo, la pioggia ha trasformato il percorso in una pista di fango, rendendo, ancora una volta, il percorso impraticabile.

Così, se fra le moto e i quad i circa 200 km sono stati completati, con un consolidamento delle rispettive teste di gara, di Despres e Patronelli, fra auto e i camion la neutralizzazione è avvenuta a metà prova, grosso modo, di fatto rafforzando, allo stesso modo, entrambi i leaders, Peterhansel e Nikolaev. Per coloro i quali inseguono, con particolare riferimento a De Rooy, il quale ha limato solo di qualche minuto il distacco, attualmente quantificabile in un’ora esatta, la questione è di soluzione sempre più difficile: ieri una tappa sottotono, oggi gran rispolvero accompagnato da una sorte non certo favorevole. La Dakar, è anche questo.

In tal modo, vince Gordon, in attesa di chiarimenti, davanti al francese Chabot su SMG. Nel proseguire, è la giornata all’insegna degli exploit, terzo Alvarez, Toyota, quarto Errandonea, in corsa nella sfida interna ai buggies per il sesto posto assoluto. Quinto De Villiers, il quale recupera una quarantina di secondi su Peterhansel, a sua volta sesto, ma molto prudente e accorto: la gara non è finita, anzi, come racconteremo a breve, la tappa di domani non è da sottovalutare, ma è stato un altro passo in avanti verso il successo quello compiuto dal pluricampione, in quanto ripartirà in Cile con solide basi, cioè oltre 50 minuti di gap dal colmare per il rivale sudafricano.
Chiudono la top ten Coffaro, Sousa, Gadasin e Terranova, incalzati a breve distanza da Nani Roma: per quanto concerne la sfida per il podio, i due reali sfidanti, siccome Novistkiy si è ritirato, si trovano oggi ad una distanza quasi insignificante, entrambi insolitamente poco efficaci, ma ancora nelle condizioni di poter duellare: 20 minuti sono un distacco ragionevolmente recuperabile. Dietro, c’è il costante Sousa, che potrebbe trarre vantaggio da una lotta all’ultimo sangue, nella speranza di conquistare il primo podio in carriera, storico, con la cinese Great Wall, che tanto investe su questo progetto ancora non del tutto maturato.

Fra i camion, ben poco da narrare, vince De Rooy con 56 secondi su Loprais, due minuti su Nikolaev, tre rispetto a Mardeev e tre mezzo su Versluis. Settimo è Biasion ormai destinato al ruolo di gregario del compagno, nel tentativo, almeno, di coprire le spalle al team-mate, inficiando definitivamente una rimonta spettacolare, come avvenuto nel 2012.

Domani, come accennato, potremo assistere ad una tappa divisa in due tronconi, ovvero il lungo trasferimento in Cile, per dirigersi verso quello scenario mozzafiato, il più arido della Terra, qual è il deserto di Atacama, che ben si descrive per mezzo della sua stessa popolarità. Sarà un percorso in discesa, una composizione di terra e sabbia che darà vita ad uno sfondo di questo rally ancora più nitido, per quanto concerne la classifica.

Giovanni Filograsso

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