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Il Rally Finlandia, il Sisu e l’ultimo fortino finnico

“I finlandesi hanno una cosa che loro chiamano Sisu. È un insieme di spavalderia e coraggio, di ferocia e tenacia, capacità di continuare a lottare quando la maggior parte della gente si sarebbe già ritirata, e di lottare con la volontà di vincere. I finlandesi traducono sisu con ‘lo spirito finlandese’.”

Time Magazine, 8 gennaio 1940

Non era il resoconto di un reportage turistico l’articolo del Time Magazine da cui è presa questa citazione, ma un commento alla sorprendente impresa dell’esercito finlandese di allora, che, nonostante l’evidente inferiorità numerica, tecnologica e di forze, riusciva in quei mesi a contenere l’avanzata della potenza sovietica, difendendo con le unghie  e con i denti il proprio territorio tra i boschi e i laghi ghiacciati.

E’ in quegli anni, quelli della ormai celebre “Guerra d’Inverno” che la parola Sisu fu conosciuta nel mondo. La più grande particolarità di questo vocabolo, oltre a quella di riuscire a rappresentare lo spirito combattivo di un popolo, è che non si è mai riuscito a trovare una parola corrispondente in altre lingue. “Sisu” è quindi indissolubilmente legata all’identità e al carattere finlandese.

Solamente undici anni dopo quei tragici avvenimenti, quando gli orrori della guerra erano ormai finiti, in Europa, al rombo dei cannoni si sostituì quello sicuramente più appagante e amichevole del motore a scoppio. Il rally, nella sua accezione più moderna andava affermandosi di paese in paese. E’ in questo scenario che nasce il rally di Finlandia, un evento leggendario, di lì a poco soprannominato il rally dei mille laghi, che nel mondo raggiungerà la fama del più storico Montecarlo e che, ancora oggi, offre uno spettacolo unico e inimitabile.

Ma il rally di Finlandia ha una valenza, oggi come in tutta la sua storia, diversa dal resto dei rally. Fino a non molto tempo fa, i finlandesi e i loro cugini scandinavi erano quelli che vincevano i mondiali. Certo, Sainz non era svedese, Biasion non era di Helsinki, eppure prima dell’avvento di Loeb, l’Europa del Nord, chiamiamola così, vantava 17 mondiali, di cui 14 finlandesi, e  il resto del mondo 10.
Un’era d’oro che ormai appartiene al passato. La grande armata dei Sebastien ha monopolizzato l’albo d’oro del mondiale,dal 2004 ad oggi. Anche nella conta dei singoli rally vinti i francesi hanno ormai superato i loro rivali.

Eppure, nonostante lo scenario attuale sia avverso, l’orgoglio nordico, ma in particolare quello finlandese, rivive, e si preserva nel rally di casa, in un luogo che è diventato fortino e che mostra, a suo modo, il bello di questo sport, dove le motivazioni, la testa e il cuore modificano gli esiti degli eventi come in pochi altri contesti. E’ qui, tra i leggendari mille laghi, che i finlandesi sembrano dire:”va bene, ora dominate voi come noi abbiamo fatto per tanti anni, godetevi tutto, le coppe, i mondiali, i record, va bene, lo meritate, ma qui no. Qui a casa nostra dovete essere voi ad arrivare secondi, ad avere problemi all’auto, a sbagliare il punto di frenata perché stavate spingendo troppo. Qui siamo ancora noi a dominare.

E’ vero che non sempre è andata così, Loeb ha vinto 3 volte in Finlandia e Ogier una, però è innegabile che non esiste nessun’altro evento mondiale dove i due hanno mostrato così tanta difficoltà contro i loro avversari, nemmeno quel rally Svezia, sulla neve, che fino a pochi anni fa era anch’esso appannaggio dei nordici.
Gronholm è il re del Rally Finlandia, lo ha vinto 7 volte, di cui 4 contro Loeb dal 2004 al 2007. Mikko Hirvonen e Jari-Matti Latvala hanno battuto l’alsazino nel 2009 e nel 2010. Sempre “JML” ha ripreso il controllo della situazione negli ultimi due anni.

Sebastien Loeb, lo sappiamo tutti, ha vinto 9 mondiali di fila, di cui uno saltando diversi eventi per infortunio, eppure in terra finnica non è mai riuscito a battere Gronholm. Anche Hirvonen nel suo anno migliore gli arrivò davanti.
Oggi invece l’eredità è nelle mani del solo Latvala che, nonostante sia l’ultimo flying finn rimasto, lo ricordiamo bene l’anno scorso, quando si è fatto crescere delle corna vichinghe sul casco, facendo segnare il record assoluto nella celebre prova di Ouninpohja e mettendo a reperto la più alta media di velocità mai registrata in una prova mondiale. Una performance eccezionale così come quella dell’anno precedente, quando a seguito di un atterraggio sfortunato dopo un salto, gli si presentarono dei problemi ai freni durante la seconda tappa, ma riuscì a resistere al contrattacco di Ogier e portare a casa la vittoria per soli 3,4 secondi.

E anche quest’anno Jari-Matti dovrà difendere gli onori di casa, sarà condannato a vincere anche questa volta, perché i finlandesi non concepiscono il secondo posto e perché il Sisu forse è proprio questo: anche se noi non riusciamo a tradurlo, e forse a capirlo appieno, anche se sei un pilota che fatica a gestire la pressione, anche se poche settimane prima ti chiedevi dove avevi perso quel mezzo secondo a chilometro, alla fine trovi il modo per ribaltare tutto, solo per quel giorno, solo in quel momento, perché al rally Finlandia non ci sono altre opzioni. In attesa di tempi migliori.

 

Foto principale: Alles Photos

Alberto Latu

Appassionato di rally, comunicazione digitale, storia e videogame. Ma ho anche dei pregi, credo.

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Alberto Latu

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