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Era il lontano 1993 quando il pilota polesano mosse i primi passi nel Trofeo 500 su quelle speciali dove ora tornerà a bordo della Fiat Ritmo 130 gruppo A.

Più di un ventennio lo separa dall’Isola d’Elba in veste rallystica e, finalmente, dopo un così lungo digiuno Matteo Luise tornerà a calcare quelle strade dove si mise in luce in più di un’occasione.
Nel 1993, l’anno dell’esordio nel Trofeo 500, il pilota di Adria si calava per la prima volta in un contesto profondamente diverso dalle gare di zona, alle quali si era abituato nei primi anni della propria attività agonistica, e lo faceva nei migliori dei modi con il primo podio in campionato.

“Ho un ricordo ben vivo del mio primo podio nel Trofeo 500 all’Isola d’Elba, valido per il campionato italiano” – racconta Luise – “eravamo al fine prova del Monte Calamita ed ero riuscito a stare davanti al più quotato Cavigioli. C’erano davvero tanti tifosi che erano partiti da Adria per sostenermi ed ero emozionatissimo al punto da far scendere le prime lacrime di gioia mentre chi mi stava intorno si domandava quanto stessi sudando.”

Ma non fu un episodio isolato a tenere vivo il ricordo di Luise verso queste terre infatti, nella stagione 1998, il polesano si presentava con il numero uno sulle fiancate della Ford Escort Rs 2000 curata da Repetto con l’arduo compito di ostacolare le Peugeot 306 ufficiali di Travaglia e Deila nel Campionato Italiano 2 Litri.

“Nel 2 Litri del 1998 l’Elba era la gara di apertura” – aggiunge Luise – “e ci trovavamo a dover affrontare uno squadrone ufficiale come quello Peugeot. Il risultato fu incredibile perchè, all’esordio, chiudemmo la nostra trasferta sul terzo gradino del podio assoluto davanti ad un esercito di Clio gruppo A che erano ben più performanti della nostra Escort”.

L’edizione 2016 del Rally dell’Isola d’Elba vedrà Luise scendere in campo nuovamente nel Campionato Italiano Rally Auto Storiche, dopo il Campagnolo di inizio anno, alla guida della Fiat Ritmo 130 gruppo A con al proprio fianco la moglie Melissa Ferro in qualità di navigatore.
Uno degli eventi più ammirati ed apprezzati a livello europeo si presenta con un percorso che rievoca fasti di un tempo forse troppo lontano, con ben tre giorni di gara, e con l’apertura affidata alle due speciali Capoliveri e Cavo Volterraio da affrontare alla luce delle fanalerie supplementari Giovedì 15 Settembre.
Si ripartirà il Venerdì, a metà mattinata, per la disputa di altri tre tratti cronometrati, con i concorrenti che chiuderanno la tappa nel primo pomeriggio.
L’ultima giornata di gara è prevista per Sabato con quattro prove speciali che decreteranno vincitori e vinti di questa edizione 2016.

“Dopo quanto accaduto al Campagnolo” – sottolinea Luise – “vogliamo soltanto arrivare senza preoccuparci del cronometro. Tornare su queste strade è già un’emozione davvero molto forte ed è chiaro che cercheremo di dare il massimo ma non ci poniamo obiettivi particolari.”

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