Indietro
Prossimo

127 SPORT

FIAT 127 Sport, Gruppo 2
FIAT 127 Sport, Gruppo 2

Questa piccola della casa torinese non è di certo l’erede della 124 spider presentata prima, anzi andava a braccetto per occupare le categorie inferiori nel campionato rally.

Ma andiamo con ordine. La 127 nacque come piccola utilitaria per sostituire la vecchia 850. Lamiere a vista e pochi fronzoli permettevano a quest’auto di essere incredibilmente economica. La sua linea uscì dalla matita di Pio Manzù, che purtroppo scomparve ancor prima che la vettura fosse ultimata. Fu presentata ufficialmente nel 1971. I motori utilizzati furono moltissimi, come ad esempio il 0.9L derivato dalla 850 Sport Coupè e depotenziato a 47 cavalli. Facciamo un salto di sette anni, fino al 1978, dove troviamo la seconda serie di questa vettura. Arriva così la 127 Sport, che sarà poi la base per la preparazione rally. Era equipaggiata con un piccolo motore da 1057 centimetri cubici, che erogava la potenza di 70 cavalli.

 Il motore era della serie 100, che accompagnerà modelli FIAT fino al 1981, dove sarà rimpiazzato dal famoso FIRE.

Le sospensioni seguono lo schema MacPherson a quattro ruote indipendenti all’anteriore, mentre al posteriore abbiamo ancora la balestra trasversale. L’allestimento era facilmente riconoscibile dall’estetica: infatti l’auto era venduta color nero con strisce arancioni (oppure con l’abbinata contraria), spoiler sia posteriore che anteriore, scarico doppio e cerchi con un nuovo disegno.

Il picco di potenza si aveva ad un regime di giri piuttosto elevato: ben 8200 giri/minuto.

Ma arriviamo ai successi sportivi; dietro al piccolo successo di questa vettura troviamo Piero Lavazza che preparò moltissime 127 per il Gruppo 2, sia da noleggiare che vendere per i privatisti. Lavorò naturalmente sul motore, sostituendo il sistema di alimentazione, montando carburatori Weber da 44 millimetri, e lavorando su rapporti di compressione e lavorazioni della testa. Raggiunse così i 130 cavalli, su una vettura di 720 chili. Il sistema sospensivo venne riguardato all’anteriore, montando un tipo Lavazza, con braccio a terra su uniball. I freni erano a disco su tutte e quattro le ruote.
Si assicurò tante vittorie di classe, partecipò alla Targa Florio con un 11esimo posto assoluto. Ma la storia non finisce qui;
Infatti, sempre da Lavazza, viene preparata una 127 Gruppo A. La differenza più grande era la diminuzione della potenza e anche dei costi di produzione. La potenza è diminuita a 97 cavalli, e visto il rigido regolamento Piero dovette usare molte parti di serie.

Il volano era troppo leggero secondo le norme del regolamento, perciò dovettero riempire alcuni fori di esso con del piombo.

Il carburatore rimase infatti il Weber da 34 millimetri, ma poterono modificare i getti aumentando così la portata di benzina. La testa venne lavorata, abbassandola di 2,5 centimetri. Le valvole vennero sostituite. Le sospensioni vennero ritarate e l’auto venne abbassata, mentre la scatola del cambio rimase quella originale, abbinandola tuttavia a degli innesti frontali. Alla guida ricordiamo Duilio Truffo, il quale ha ottenuto il maggior numero di successi con questa vettura.

Indietro
Prossimo

Copyright © Rally.it: puoi ripubblicare i contenuti di questo articolo solo parzialmente e solo inserendo un link al post originale.