Introduciamo una delle novità che Rally.it proporrà prossimamente: AMARCORD, ovvero un tuffo nel passato  ad analizzare, dopo qualche anno, le vittorie italiane nel mondiale Rally.
Gli utenti più giovani potranno apprezzare la qualità dei piloti italiani che riuscivano a battere i migliori al mondo, e prima accadeva con una certa frequenza, ma in generale serve per rispolverare i vari periodi rallystici con interviste (attuali) magari scoprendo qualcosa di nuovo.
Partiamo con il vicentino Gianfranco Cunico che nel 1993 coronò un sogno: vincere una gara del mondiale, successe al Rally di Sanremo, gara simbolo in Italia e lo fece con la Ford Escort Cosworth.

INTRODUZIONE

L’edizione sanremese fu la prima a corrersi su una superficie tutta asfalto. Prima tappa Sanremo-Il Ciocco per 190,53 km di prove speciali, seconda tappa Il Ciocco-Sanremo (km 185,37), terza tappa nell’entroterra sanremese (km 154,32) per un totale di 530,22 km di speciale.

La gara fu particolare con prove inedite ed altre che non si correvano da anni, prove sul savonese, genovese e in alta toscana, immaginatevi un mix di Rally Sanremo, Monti Savonesi, Lanterna e Ciocco, tutto in un’unica edizione. Ci si mise anche il maltempo, la prima tappa fu corsa con pioggia, freddo ed in alcuni tratti una nebbia fittissima,  Delecour disse “Una delle gare più difficili in cui ci si mise anche il tempo a renderla ancor più dura”.

Non solo Ford con Delecour e l’italiano Biasion ma la vettura da battere, nonostante abbia inesorabilmente imboccato il viale del tramonto, è la Lancia Delta Integrale. Con il N° 1 è il vincitore dell’anno precedente Andrea Aghini. Delecour indica nel toscano l’avversario da battere, sempre su Delta c’e’ anche il campione spagnolo Carlos Sainz. Sono questi 4 i piloti favoriti per la conquista del 35° Rally Sanremo.

CRONACA

La prima tappa parte con il favorito Francois Delecour vincere tutte le prime 5 prove speciali e passare in testa (Coldirodi,Passo Ghimbegna, Ville San Pietro,Scravaion e Melogno si inchinano alla furia transalpina), il francese deve obbligatoriamente vincere per cercare di mantenere viva la speranza del mondiale, la Toyota ha infatti vinto già il mondiale marche e l’assenza di Kankkunnen e Auriol può solo favorire la Ford di Delecour. Sul Ghimbegna esce di strada Piero Longhi su Lancia Delta e si ritira.

La ps 6 nella zona di Campo Ligure era già annullata per un evento franoso antecedente la gara per cui ci si sposta in Val Trebbia dove ci sarà una prova decisiva, la ps Fascia di  28 km.

Il meteo si sbizzarrisce in ogni sua forma, pioggia torrenziale, vento e nebbia fa succedere il finimondo. Aghini esce di strada, con il navigatore Farnocchia a segnalare ed evitare altre uscite a chi segue, Delecour lo imita con una serie di capottamenti (riesce a terminare con forte ritardo la ps ma i danni procurati alla Ford Escort lo costringono al ritiro), passa momentaneamente al comando Biasion il cui motore esala poco dopo l’ultimo respiro, mentre la Lancia Delta di Dario Cerrato va quasi in fumo per problemi elettrici.

La prima tappa vede leader Cunico con Sainz alle sue spalle (42″), il vicentino ha sempre fatto segnare ottimi tempi stando sempre nelle posizioni di vertice.

Le prove del Ciocco vedono Cunico-Evangelisti scatenarsi e tra le prove conclusive della prima tappa e quelle iniziali della seconda il vantaggio su Sainz aumenta. Si ritorna a Sanremo senza Alex Fiorio, terzo, che sulla prova del Monte Penna è stato abbandonato dal motore della Lancia Delta Integrale del team Astra.

Si affronta così l’ultima tappa, mercoledì 13 Ottobre, può dare a Cunico il coronamento di un sogno. Cunico e Sainz sono distanziati di 2’09”, il vicentino amministra e riesce inizialmente a mettere ulteriori secondi e vincere il Rally più importante d’Italia.

GIANFRANCO CUNICO

Dopo 23 anni ritorniamo su questa splendida vittoria di Cunico e ci facciamo raccontare come andò.

– Sanremo 1993, possiamo dire che fu una vittoria inaspettata?
” Beh si, sapevamo di essere molto competitivi ma non eravamo di certo i favoriti-In quel periodo i piloti italiani, cosi come i francesi e gli spagnoli, erano molto forti su asfalto e si sapeva che a Sanremo potevano essere molto competitivi” (Aghini vinse l’anno prima n.d.r.)

– Cosa ti ricordi di quella edizione?
“Fu un edizione con un tempo memorabile, con diluvio, acqua e nebbia, c’erano molte prove e molto distanti, per cui dovevano fare molto bene le note, non c’era tempo di fare molti passaggi per questo motivo”

– Quando hai pensato di poter vincere la gara?
“Siamo partiti comunque bene, abbiamo sempre fatto dei buoni tempi poi sulla ps 7 alcuni equipaggi che lottavano per la vittoria ebbero problemi. Ricordo una prova lunga e molto difficile con acqua e nebbia. Uscirono Aghini e Delecour e anche Liatti picchiò e perse molto tempo. Dopo questa prova mi resi conto d’avere delle possibilità”

– Come si svolse da i in poi la tua gara?
“Credo che le migliori prestazioni arrivarono dalle ps del Ciocco, Pirelli aveva un ottimo pneumatico Slick molto morbido che sulle ps viscide del Ciocco mi permisero di essere molto a mio agio ed attaccare. A fine seconda tappa avevo circa 30″ sulla Delta di Sainz e temevo tanto le lunga ps iniziale del Ghimbegna, pensavo mi potesse superare in classifica, invece riuscii a stargli davanti e alla fine arrivò secondo a 1’38” e fu un buon motivo di soddisfazione tenermi dietro un pluricampione del mondo”

– Che poi venne squalificato?
“Purtroppo si, la Lancia fece reclamo nei nostri confronti, Ford Italia, per benzina irregolare ma eravamo in regola. Furono invece esclusi loro per quel motivo. Avrei preferito avere Sainz al secondo posto invece il podio fu completato dal belga Snijers e da Pianezzola, poi Liatti e Thiry”

– La tua gara filo liscia o hai avuto qualche problema?
” Avevamo problemi al motore e durante l’ultima tappa avevamo ad ogni fine prova l’assistenza che doveva stringere continuamente i prigionieri e fissarli per chiudere la testa al motore. Per fortuna che allora c’erano le assistenze libere altrimenti potevamo anche non arrivare a Sanremo”

– Dopo il ritiro delle Ford Ufficiali di Delecour e Biasion la Ford ti aiutò?
” Pensandoci no. Il rapporto mio con Ford è sempre stato eccezionale e se avessimo chiesto aiuto probabilmente ci avrebbero aiutato. Sia prima di questa gara, che dopo, ho corso con il team ufficiale ma in quella circostanza riuscimmo a cavarcela senza aiuti sul campo”

– Sono passati molti anni hai qualche rammarico o sassolino da toglierti?
“Purtroppo sul palco d’arrivo non vidi nessuno della Federazione. Nella mia carriera spesso ho corso contro la Lancia per cui era come se fossi un pilota “straniero”. Ho pure sofferto nel sentire che alcuni reputano la mia vittoria “fortunata” e forse per questo ho un grosso rammarico nell’edizione del 1994 quanto avrei potuto vincere ma alcuni problemi mi relegarono 6° a soli 1’51” dal vincitore Auriol. In quella occasione dimostrai d’aver meritato il Sanremo dell’anno prima, peccato per il risultato ma la prestazione fatta fu molto buona”

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