Abbiamo seguito sin dagli albori la competizione che si svolgerà a Marzo 2019 nel deserto del Sahara, abbracciando la Tunisia nella sua conformazione. Per chi non lo ricordasse, Sahara Racing Cup è una creazione tutta italiana, a differenza del Panda Raid (che ha radici spagnole); il SRC è incentrato sulla partecipazione con Panda 4×4 o 2RM, ma vi è la possibilità di partecipare anche con altri mezzi, ma di ciò ne parleremo più avanti nell’articolo. 

La notizia più importante è ciò che suggerisce il titolo: Sahara Racing Cup entrerà a far parte del calendario Aci Sport 2019. L’ufficialità verrà “timbrata e sigillata” il 3 dicembre prossimo. E’ corretto spiegare anche sotto quale voce verrà identificata suddetta competizione: Orientamento Atipico Sperimentale. Monica Tratter, che coordina la comunicazione ed è parte integrante dell’organizzazione di Sahara Racing Cup, ci ha gentilmente spiegato il significato di tale disciplina.

Sarà una gara non incentrata sul cronometro, ma bensì sulle capacità di ottimizzare le proprie risorse e di utilizzarle al meglio. Per questo motivo è denominata Orientamento.

Infatti la corsa si presenta con una base da “Rally Raid”, con navigazione tramite Road Book e Way Point da rispettare. Monica continua:

Siamo molto felici che Aci Sport abbia accolto la nostra richiesta. Ci da la possibilità di essere tutelati per tutto il corso della gara, e di darci la possibilità di portare Sahara Racing Cup come competizione propedeutica per il Cross Country.

La corsa che inizierà a Marzo 2019 nel deserto tunisino, può essere un ottimo allenamento per i piloti del Cross Country, in quanto vi è la presenza massiccia di navigazione, completa a un percorso degno di attenzione. Ma come può partecipare un equipaggio che normalmente corre con un 4×4?

Per quest’anno, a far classifica, saranno solo le Fiat Panda 4×4/2RM, Seat Marbella e Y10 4×4. Tuttavia vi è la possibilità di iscriversi con il proprio 4×4 e vivere l’avventura in coda alla corsa tutelati e coordinati dalla nostra organizzazione in tutta sicurezza. Siamo al lavoro per fare in modo che ci siano due classifiche differenti, sia per 4×4 di ogni genere (come Gr. N fino ai Proto) sia per le piccole utilitarie.”

Il punto cruciale di questa gara è la location. La Tunisia, insieme a buona parte dell’Africa, è vista come zona pericolosa, ad alto rischio per le competizioni e non solo. Questo è ciò che è trasparito e percepito dalla decisione di ASO di muovere la Dakar dall’Africa al Sud America con un impatto mediatico fortissimo. In questo modo vogliamo assolutamente dire che l’Africa non è pericolosa, ad eccezione di zone particolari, ove sono presenti conflitti.

La Tunisia non è pericolosa. C’è un fortissimo interesse politico, turistico ed in primis da parte di ACI Tunisia. Inoltre il Ministro della Difesa tunisino si è proposto per fornirci una scorta sia in testa che in coda alla corsa, per aver maggiore sicurezza. Abbiamo disegnato il percorso in modo che non entrasse in zone di conflitti o comunque di astio, aiutati anche dalle autorità locali. Vogliamo anche dimostrare che è possibile correre un piccolo Raid senza dover utilizzare cifre esose. Abbiamo molti progetti in campo, e stanno prendendo forma. A marzo saremo prontissimi, e nel frattempo arriveranno tante altre novità.”

Il Sahara Racing Cup sta prendendo il volo, con una prospettiva di una corsa differente dagli standard ed emozionante al contempo. Ringraziamo ancora Monica Tratter che ci ha dedicato un attimo del suo tempo per spiegarci meglio gli sviluppi importantissimi di questa nuova corsa marchiata tutta italiana.

 

 

 

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