La “Targa” 2019 dal vivo

Di Targhe Florio ne ho viste decine, la prima addirittura nel 1971. Partii da Catania in treno (non avevo ancora la patente) e fui fortunato perchè vinse Vaccarella con l’Alfa Romeo 33.

Ma da molti anni la Targa è un rally e questa edizione 103 l’ho vista appunto dal vivo, come tante altre. Edizione CIR in sordina dati i soli 40 iscritti? Per me no, perchè comunque c’erano  10 R5, di cui almeno 4 super-competitive e in Sicilia non è facile vederne così tante. Ci sono stati anni in cui per la vittoria lottavano solo in 2 o 3.

Arrivo a Cefalù alle 13 circa e dopo il pranzo e un riposino in albergo mi reco al parco assistenza di Termini Imerese, accanto al quale si svolge anche la prima prova “spettacolo”. Incontro il mitico “Rox” (Luca Rossetti ndr), due volte vincitore qui, al quale chiedo se la vettura è migliorata dopo le prime due gare. Mi risponde di si ed è fiducioso. Poi vedo “Giando” Basso, sempre disponibile anche se per pochi secondi, Lucchesi (purtroppo poi ritirato mentre stava lottando per il primato tra le 2RM) e la Somaschini (ottima 15a assoluta all’arrivo). Quindi assisto alla prova. La vince Campedelli (poi vincitore della gara), davanti a Basso e Rossetti, ma è solo un prologo.

Successivamente mi reco alla PS “Cefalù”, vinta da Rossetti su Campedelli. Dopo almeno 1 km e mezzo di scarpinata in salita, trovo una postazione soddisfacente. Spettacolari i passaggi dei “top”: Rossetti, Basso, Campedelli, Crugnola, ma anche Gilardoni e Albertini e tutti gli altri danno davvero un grande spettacolo. Carine e veloci anche le numerose Suzuki Swift e che sound le R2! Di sera passeggiata in centro nella bellissima Cefalù.

E siamo al secondo giorno. Di mattina si svolge, tra le altre, la prova-spettacolo di Collesano (nome mitico qui), e quindi vado. A 3 km dal paese mi fermano, perchè occorre posteggiare e prendere la “navetta”, che ci porta all’ingresso del piccolo centro siciliano (4.000 abitanti). A piedi in tanti ci rechiamo nel punto più spettacolare, dove si vedono 300-400 metri dei circa 2 km di percorso. La folla è ovunque: assiepata sui terrapieni, abbarbicata sui lampioni, alla ricerca di improbabili brandelli di marciapiede, affacciata ai balconi di antiche e moderne palazzine (di cui uno “sequestrato” da un operatore TV). I passaggi dei piloti sono spettacolari, con traversi da paura, e per vederli meglio e filmarli con il cellulare anche io mi arrampico, come altri, sopra il bordo di una fontana, sperando di non cadere nell’acqua…….

Alcuni riescono a spostarsi durante il passaggio dei bolidi, per poterli vedere in due punti diversi. Al passaggio di ogni vettura ci sono incitamenti, pollici alzati, decine di cellulari pronti a filmare, facce ammirate e “oooooooh” di approvazione. Alla fine vince ancora Simone Campedelli, davanti a Rossetti e Crugnola, che guida la sua ingombrante Polo come un kart……..

Ma è ora di pranzare, e dopo pranzo, dopo aver visto la partenza di alcune “historic”, tra cui l’incredibile Subaru Legacy ex ufficiale nei colori Rothmans appartenuta addirittura al compianto Colin McRae, decido che la “mia” Targa può anche finire qui. Ho visto 3 PS, facendo diversi km a piedi per trovare postazioni ideali, ho parlato con alcuni piloti, ho ammirato le vetture da vicino al parco assistenza, ho visto 2 prove-spettacolo, insomma a 65 anni ce n’è abbastanza per tornare a casa, dopo aver potuto seguire dal vivo (ed è davvero un’altra cosa rispetto a vedere spezzoni in TV)  l’ennesima Targa Florio della mia vita, e non sarà l’ultima………….

 

 

 

 

 

Manlio Dovis

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