Miele, Citroen DS3 Wrc, Rally del Rubinetto, 2019 (Aldo Franzosi)

Simone Miele e Roberto Mometti su Citroen DS3 WRC sono i vincitori del Rally del Rubinetto. Il varesino, vice-campione CIWRC, cala il tris dopo i successi del 2017-2018 con una gara assolutamente perfetta, condotta dall’inizio alla fine e mai in discussione, con 7 successi di prova su 9 disputate.

Bellissima la lotta a quattro alle sue spalle per i piazzamenti d’onore, che vedono prevalere sul filo di lana il beniamino locale Piero Longhi, coadiuvato da “Swilly” Leonardi su Ford Fiesta WRC. Il borgomanerese con un guizzo da campione sopravanza Luca Bottarelli (Skoda Fabia R5) sull’ultimo tratto cronometrato, costringendo il bresciano ad accontentarsi della terza posizione finale.

Piero Longhi e “Swilly”, secondi assoluti (Ph. Aldo Franzosi)

MOTTARONE DECISIVO – Miele e Mometti sono stati bravissimi ad imporre un ritmo importante fin dalle prime batture, aprendo un solco nei confronti dei diretti rivali. Decisivi in questo senso sono stati i due passaggi sul Mottarone, dove la DS3 WRC del Dream One Racing ha letteralmente volato. La prima giornata di gara è andata quindi in archivio con il varesino davanti a Longhi e Davide Caffoni, distanziati rispettivamente di 14,3 e 14,9 secondi.

MATTINATA FULL ATTACK – Il pilota olgiatese sapeva che la giornata di oggi, con delle prove decisamente meno scorrevoli e più guidate, avrebbe potuto riservare delle sorprese e dei recuperi da parte dei suoi diretti inseguitori. Miele però non si è lasciato sorprendere, conquistando tre vittorie sulla Città di Borgosesia, San Fermo e Gianni Piola che permettono al vincitore 2018 di incrementare il proprio vantaggio a una quarantina di secondi nei confronti di Caffoni e Mattia Pizio. E’ la lotta per il secondo posto la storia più bella da raccontare di questo Rubinetto: al termine del primo giro di prove, ci sono quattro piloti racchiusi in soli 2,8″. Oltre all’ossolano e al novarese, Bottarelli e Longhi sono gli altri piloti ad animare questa bellissima sfida.

Luca Bottarelli-Walter Pasini, terzi assoluti (Ph. Aldo Franzosi)

CAFFONI OUT, ZAMPATA LONGHI – Con 40″ di vantaggio sugli inseguitori, il pomeriggio dell’equipaggio Miele-Mometti è decisamente meno complicato. Il varesino si toglie lo sfizio di rivincere la Rozzo davanti a Longhi e Caffoni per poi godersi la rincorsa alla piazza d’onore da una postazione privilegiata. Bottarelli è il primo che prova a dare uno scossone alla classifica, vince il secondo passaggio sulla San Fermo e ricuce lo svantaggio nei confronti di Caffoni, Longhi e Pizio. Il colpo di scena lo regala però la Gianni Piola, dove Caffoni commette un errore sul primo tornante della prova, stacca la ruota posteriore sinistra ed esce di scena.

Davide Caffoni e Max Minazzi (ph. Aldo Franzosi)

Bottarelli, battuto dal solo Miele sulle insidiose strade di Coiromonte, scavalca Longhi e Pizio salendo in seconda posizione seppure con solo mezzo secondo di vantaggio nei confronti del due volte campione CIR. A Borgosesia sull’ultima prova si decide tutto: Longhi piazza la sua zampata nel momento più opportuno, vince davanti a Miele e guadagna quei 2,2″ sufficienti a scavalcare Bottarelli sul filo di lana. Pizio si accontenta del quarto posto finale, confermando la sua incredibile competitività a bordo di vetture di classe R5 dopo il podio ottenuto a Giugno al Valli Ossolane.

Mattia Pizio e Monica Rubinelli, quarti assoluti (Ph. Aldo Franzosi)

Il quinto posto finale è appannaggio di Ivan e Marina Carmellino su Skoda Fabia R5. A nulla è valsa la rincorsa di oggi pomeriggio di Elwis Chentre, che si deve accontentare del sesto posto assoluto a 1,8″ dai fratelli valsesiani. Settimi Fabrizio Margaroli e Andrea Dresti, seguiti da Ivo Frattini, Sergio Bruni e Massimo Marasso, tutti su Skoda Fabia R5. 

Daniele Bestetti e Mattia Nicastri sono primi di classe S2000 (14esimi assoluti), in N4 la vittoria è dello spettacolare Stefano Serini su Mitsubishi Lancer. Fabrizio Giovanella è il migliore di S1600, mentre la supersfida in R3C vede prevalere Gianluca Quaderno su Riccardo Tondina.

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