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Dani Sordo: l’uomo che non si vede ma si…sente

Se Thierry Neuville può festeggiare il primo successo della sua carriera al Rally Monte-Carlo, un ringraziamento speciale va al suo compagno di squadra Dani Sordo.

Lo spagnolo, improvvisatosi ricognitore del belga dopo il malanno che ha costretto a letto Bruno Thiry, storico collaboratore di Neuville, si è calato completamente nel nuovo ruolo. Nonostante le difficoltà e alcune differenze di vedute durante la prima giornata di gara, Sordo può ritenersi soddisfatto di quanto fatto visto il risultato finale ottenuto, in quello che è sicuramente uno dei mestieri più delicati e difficili da compiere, soprattutto a Monte-Carlo.

E’ stato un duro lavoro per tutto il weekend” – esordisce il vincitore del Sardegna ’19 ai microfoni di Dirtfish.com – “Il problema maggiore è la responsabilità che comporta questo lavoro e tradurre quanto raccolto in base alle esigenze delle note dell’altro, qualcosa di non semplice.

All’inizio è stato molto difficile (Neuville non era particolarmente contento del lavoro fatto dal suo crew NdR) ma dopo esserci confrontati con Thierry venerdì sera, le cose hanno cominciato a girare nel verso giusto. Abbiamo sempre fatto delle ottime scelte di gomme e la fiducia è aumentata perché successivamente lui mi domandava sempre quali coperture utilizzare.

Alla vigilia del Turini, stavamo parlando di quale scelta di gomme adottare. Dopo avergli espresso i miei dubbi su quanto volesse fare, Thierry mi ha semplicemente detto: metterò qualunque cosa tu decida. Alla fine ha seguito il mio consiglio di avere in macchina più gomme soft che super-soft (a differenza di quanto volesse fare il belga, intenzionato a partire con 4 super-soft e 2 soft). Le super-soft lavorano bene con il ghiaccio e in cattive condizioni, non con 10 gradi e l’umido.

In seguito, ha continuato a farmi un sacco di domande relative a quali gomme scegliere, anche prima della Power-Stage. E’ stato bello perché alla fine sentivo che aveva molta fiducia in me. Ho fatto del mio meglio e penso che il risultato ottenuto lo dimostri.

Nuovo mestiere per lo spagnolo? Neanche per idea! Per Sordo, fare da ricognitore a Neuville è stato un semplice favore: “Lascio volentieri tutto questo a Thiry! Non so cosa farò in futuro, ma questo non è il mio lavoro.”

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