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OPEL ASCONA

Partiamo, anche se non proprio in ordine cronologico con una delle prime più famose rally-car sfornate dalla casa tedesca. In effetti già dagli anni sessanta, quando il rally era ancora una cosa acerba, appena nata, erano già presenti due differenti vetture ovvero; la Opel Rekord e la Commodore. Quest’ultima ha avuto più successo in Australia (come Holden) e in Inghilterra (come Vauxhall) nelle gare su pista. Ma nel 1971 arrivo per le prove speciali del Campionato Mondiale Rally l’Ascona SR Gruppo 2. La berlina fu prodotta dal 1970 fino al 1988 con tre differenti restyling; ciò che ci interessa per la maggiore sono i primi due, i quali hanno dato frutto ad ottime soddisfazioni nei rally. Ma andiamo con ordine. La Ascona A

La A sta per indicare il primo modello prodotto, mentre le lettere successive sono i vari restyling. Questa peculiarità la troviamo anche negli altri modelli prodotti. Ancora oggi si usa questa nomenclatura. –

era equipaggiata con un motore 1.9L a quattro cilindri CIH (Cam In Head – Camme in testa) il quale inizialmente sprigionava una potenza di 160cv alle ruote posteriori. Con il tempo tuttavia la vettura è stata aggiornata e la cubatura del propulsore fu portata fino a 1960cc dai 1897cc originari. Anche la potenza ne risentì, aumentando di fatto fino a 205cv. Il propulsore 19S installato sull’Ascona A aveva un tipo di aspirazione a carburatore; anche in questo caso le varianti furono molteplici. Si partì da un semplice Solex 32mm, per passare ad un più grande 40mm ed infine per garantire la quantità di potenza menzionata prima furono installati due carburatori Weber 45mm. Come si può ben capire inizialmente era quasi proprio come la vettura stradale, ma con il tempo le modifiche apportate hanno differenziato bene le prestazioni della vettura, come il cambio a quattro rapporti poi successivamente sostituito con un più moderno e prestante ZF a cinque rapporti. Il reparto sospensivo non era dei più tecnologici ma poteva vantare di doppi bracci trasversali all’anteriore mentre al posteriore un più classico assale rigido con barra longitudinale. In entrambe le posizioni venivano montate molle elicoidali abbinate ad ammortizzatori telescopici a gas. Il tutto conferiva un peso alla vettura di 885kg che salirono poi fino a 950kg con le modifiche effettuate.

Il tempo passa come sappiamo tutti e Opel iniziò a sviluppare dopo pochi anni una nuova versione. L’Ascona B arrivò sul mercato nel 1975. La vettura fu omologata per i rally nel 1978, facente parte del Gruppo 2. Le soluzioni tecniche furono aggiornate, partendo sin dal propulsore. Fu equipaggiato un CIH 20E. Di fatto sulla carta è stretto parente con il 19S menzionato nel paragrafo precedente. Infatti, non è altro che un bore-up da 1897cc a 1979cc. Bisogna precisare che, come vedremo tra poco, più avanti nel tempo il vano motore ospiterà un i2000, il quale permetterà alla vettura di essere omologata Gruppo A. Inizialmente la potenza sviluppata fu di 160cv, i quali aumenteranno gradualmente fino a 185cv. La particolarità fu l’abbandono dei carburatori nel 20E lasciando spazio ad una iniezione Bosch L-Jetronic molto in voga al tempo, mentre l’i2000 mantenne una coppia di carburatori Solex da 45mm. Sia all’avantreno che al retrotreno il sistema sospensivo della vettura non fu pressoché toccato; infatti all’asse rigido posteriore fu aggiunto un braccio trasversale a quello già presente mentre le molle e gli ammortizzatori a gas furono mantenuti. Le grandi novità maturarono con l’avvento del Gruppo 4. Nel 1979 l’Ascona B fu battezzata per prendere parte al Campionato Mondiale Rally Gruppo 4 del 1980, ma non partì senza un bel lifting. Il motore fu estirpato, lasciando posto ad un nuovo 24E da 2.4L 

 Il motore era equipaggiato nella versione stradale, che fu denominata Ascona 400, proprio per l’avvenuta omologazione nel Gruppo 4. La potenza sprigionata dalla versione stradale era di 144cv.

con doppio albero in testa e cosa piuttosto insolita un’aspirazione formata da due carburatori Weber da 48mm. La vettura fu sviluppata in due fasi; la prima ebbe una potenza di 240cv per le stagioni 1980 – 1981. La seconda arrivò a 255cv per le stagioni 1982-1983 di cui arrivò anche l’omologazione Gruppo B. I tecnici lavorarono dall’interno: la coppia massima così come la potenza massima rimasero allo stesso numero di giri iniziale, ovvero rispettivamente 7000rpm e 5000rpm. Infatti furono ingrandite le valvole d’aspirazione e di scarico per ottenere i 15cv extra. Se all’avantreno la Gruppo 2 aveva due bracci trasversali identici, per la Gruppo 4 adottarono due differenti bracci abbinati ad ammortizzatori telescopici a gas Bilstein. L’asse rigido al posteriore rimase, ma i bracci longitudinali furono quattro, accoppiati ad una barra Panhard ed ai fedelissimi ammortizzatori telescopici a gas Bilstein. Il peso complessivo della vettura si aggirava tra i 1050kg e i 1100kg.

Walter Rohrl si mise al volante dell’Ascona Gruppo 2 già agli inizi degli anni ’70; Il pilota tedesco trovò però il successo massimo a bordo della Gruppo 4 con cui vinse nel 1982. Lo squadrone ufficiale era composto da nomi di tutto rispetto tra cui: Henri Toivonen, Ari Vatanen, Rauno Aaltonen e Jimmy Mcrae. Mentre in Italia con la squadra Conrero vedavamo un giovane Miki Biasion e Dario Cerrato.

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