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Rallye Montecarlo: Ogier in vetta, ma niente è ancora deciso

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Ghiaccio, notte, asfalto viscido, neve: insomma una condizione tipica da Rallye Montecarlo ci ha accompagnato nel corso di questa mattinata, che ha visto Sebastien Ogier e Julien Ingrassia concludere in testa alla classifica generale, ma i giochi per il campione di Gap non sono ancora chiusi.

Perché nonostante una prestazione monstre sul primo passaggio di La Breole – Selonnet, dove il francese ha letteralmente dato lezioni di guida a tutti, Elfyn Evans non ha intenzione di mollare la presa. 

E’ vero, il gallese è stato costretto a lasciare la leadership a favore dello straripante compagno di squadra, ma l’Elfo ha comunque limitato i danni accusando “soli” 17,8 secondi sulla prima speciale. Primo dei normali, perché quando Ogier ha quel tipo di confidenza alla guida, è difficilmente contrastabile.

E se Toyota gongola, immaginando ad una possibile tripletta sul podio di Monaco, Hyundai trema. Perché Thierry Neuville fatica per mancanza di ritmo, mentre Ott Tanak comincia la personale lotta contro i pneumatici Pirelli, forandone uno e costretto a sostituirlo con la sola gomma di scorta che aveva caricato nel baule; mossa che, poco dopo, risulterà per lui fatale.

Ma si sa, il Monte da e ti toglie all’improvviso quando meno te l’aspetti, ed è proprio sulla quasi completamente innevata prova di Saint-Clement – Freissinieres dove Hyundai ritorna in lotta per il podio. Neuville sfrutta appieno le condizioni mutevoli dell’asfalto, con neve che con il passare delle vetture va a sciogliersi diminuendo progressivamente il grip a disposizione delle gomme chiodate, per rifilare 42″ al primo della classe e portarsi a solo 1,4 secondi dal terzo posto occupato da Kalle Rovanpera. Una situazione quasi insperata per il belga, che porta a casa il primo scratch dell’anno e si regala il primo sorriso pieno di un Montecarlo parecchio complicato fino a questo momento.

C’è gioia anche per le altre Hyundai di Pierre-Louis Loubet, secondo di prova, e Dani Sordo, che sale al quinto posto a causa del crollo verticale del compagno di squadra estone. Tanak incappa nuovamente in una foratura, fermandosi due volte lungo la prova e perdendo oltre 8 minuti da Neuville. Senza gomme e senza velleità di classifica, l’ex Campione del Mondo raggiunge il parco assistenza in ritardo, saluta la compagnia e si ritira definitivamente.

Il secondo passaggio su La Breole – Selonnet non regala nuovi scossoni in classifica. Evans si aggiudica la prova rosicchiando 1,3 secondi ad Ogier, che si ritrova un vantaggio di 13 secondi nei confronti del britannico alla vigilia dell’ultima giornata di gara. Una situazione che il francese ha già affrontato due anni or sono, quando fu Neuville a dargli filo da torcere fino agli ultimi metri. Proprio Neuville farà di tutto per salire sul podio, attualmente occupato da Rovanpera. Sono 7 i secondi a separare i due, con il finlandese bravo ad aprire il gap nei confronti del #11 di Hyundai.

Sordo quinto, mentre positiva è la mattinata di Takamoto Katsuta, sesto con la quarta Toyota Yaris WRC. Il giapponese è stato molto costante e particolarmente attento ad uscire indenne dalle insidie che l’asfalto aveva in serbo questa mattina. Settimo è Andreas Mikkelsen, primo di WRC2 a bordo della sua Skoda Fabia e particolarmente soddisfatto sia del feeling con l’auto che con i ricognitori.

Chiudono la top ten Gus Greensmith su Ford Fiesta WRC e gli altri due protagonisti della categoria di supporto Adrien Fourmaux ed Eric Camilli, con il primo vittima di una foratura che lo ha allontanato dal norvegese padrone del WRC2 e riavvicinato pericolosamente al connazionale.

Nel WRC3, è sorpasso di Yoann Bonato nei confronti di Yohann Rossel. Bonato è salito in testa dopo la PS9, per poi incrementare il suo vantaggio sulla successiva speciale causa foratura di Rossel. Terzo si conferma Nicolas Ciamin.

Ora il lunghissimo trasferimento verso il Principato di Monaco, per nulla scontato in quanto non sono previste ulteriori assistenze da qui al termine della gara. Con quattro prove e 54 Km. ancora da disputare, la parola fine è ancora lontana dall’essere scritta.