Rallye Sanremo 1994 - Miki Biasion, Tiziano Siviero - Ford Motor Company (Escort RS Cosworth)
La carriera di Miki Biasion, due volte campione del mondo rally: stile di guida, Lancia, titoli iridati e eredità tecnica nel WRC.
Nel rally mondiale, pochi nomi riescono a unire risultati, competenza tecnica e capacità di adattamento come quello di Miki Biasion. La sua carriera rappresenta un punto di equilibrio raro tra istinto e disciplina, tra sensibilità di guida e comprensione profonda della meccanica. Non è stato soltanto un pilota vincente, ma una figura centrale nello sviluppo di alcune delle vetture più iconiche della storia del rally.
Biasion ha incarnato l’epoca d’oro del rally italiano e internazionale, diventando il riferimento assoluto della Lancia nei suoi anni di massimo splendore. I suoi titoli mondiali non sono frutto di exploit isolati, ma il risultato di un percorso costruito con metodo, pazienza e intelligenza sportiva.
Miki Biasion nasce il 7 aprile 1958 a Bassano del Grappa, territorio profondamente legato alla cultura motoristica. Il Veneto, tra gli anni Settanta e Ottanta, rappresenta uno dei cuori pulsanti del rally nazionale, con gare impegnative, fondi misti e una concorrenza agguerrita.
L’approccio di Biasion al rally è graduale. Inizia con competizioni minori, apprendendo sul campo le basi della guida su sterrato e asfalto. Fin dalle prime esperienze emerge una caratteristica che lo accompagnerà per tutta la carriera: la capacità di leggere il fondo stradale e di adattare lo stile di guida alle condizioni più diverse.
A differenza di altri piloti esplosi rapidamente, Biasion costruisce la propria reputazione passo dopo passo. Le vittorie arrivano nel Campionato Italiano Rally, dove si mette in evidenza per costanza e precisione. Questo percorso lo porta sotto l’attenzione della Lancia, alla ricerca di piloti affidabili e tecnicamente maturi.
L’ingresso ufficiale nel programma Lancia segna una svolta decisiva. Il marchio torinese, già protagonista assoluto del rally mondiale, vede in Biasion il profilo ideale per affrontare una fase di transizione tecnica e regolamentare.
Negli anni immediatamente successivi alla fine del Gruppo B, il rally cambia volto. Le vetture diventano meno estreme, ma più complesse da gestire sul piano dell’equilibrio e dell’affidabilità. In questo contesto, Biasion si rivela una scelta strategica.
Uno degli aspetti meno raccontati ma fondamentali della carriera di Biasion è il rapporto con gli ingegneri Lancia. La sua capacità di fornire feedback precisi, coerenti e ripetibili contribuisce allo sviluppo delle vetture. Non guida soltanto per vincere una prova speciale, ma per migliorare il pacchetto tecnico nel suo insieme.
Il momento culminante della carriera arriva tra il 1988 e il 1989, anni in cui Miki Biasion conquista due titoli mondiali consecutivi. Il contesto è quello del Gruppo A, regolamento che premia l’affidabilità, la strategia e la gestione dell’intera stagione.
Biasion interpreta questo periodo meglio di chiunque altro. Le sue vittorie non sono mai casuali. Arrivano su sterrato, asfalto e neve, dimostrando una versatilità rara. La capacità di adattarsi a gare completamente diverse tra loro diventa uno dei suoi marchi di fabbrica.
Con la Lancia Delta, Biasion raggiunge una sintonia quasi totale. La vettura non viene forzata oltre il limite, ma sfruttata nella sua massima efficienza. Questo approccio consente di accumulare punti gara dopo gara, costruendo i titoli con una regolarità impressionante.
Biasion non è mai stato il pilota dell’eccesso. Il suo stile di guida si basa sulla pulizia delle traiettorie, sull’uso intelligente del gas e su una gestione raffinata del peso della vettura. Ogni movimento ha uno scopo preciso.
Questa impostazione gli consente di essere competitivo anche in condizioni difficili, dove la capacità di preservare pneumatici e meccanica fa la differenza. Nei rally lunghi e logoranti, Biasion emerge come uno specialista della distanza.
Uno dei tratti distintivi della sua carriera è la capacità di interpretare la gara nel suo insieme. Biasion sa quando spingere e quando difendersi. Sa leggere il campionato, non solo la singola prova. Questo lo rende un pilota estremamente affidabile per un costruttore.
Dopo i titoli mondiali, il rally entra in una fase di cambiamento. Nuovi costruttori, nuove filosofie di progetto e una concorrenza sempre più serrata rendono il contesto più complesso. Biasion continua a competere ad alto livello, affrontando vetture diverse e adattandosi a scenari tecnici in evoluzione.
Pur senza replicare i successi iridati, mantiene un ruolo di primo piano, portando esperienza e credibilità all’interno dei team.
Terminata la carriera da pilota, Miki Biasion rimane profondamente legato al mondo del rally. Il suo contributo si sposta su altri piani: sviluppo, consulenza, promozione della disciplina. Diventa un punto di riferimento per le nuove generazioni, trasmettendo un’idea di rally basata su preparazione e rispetto della meccanica.
Biasion rappresenta ancora oggi una visione del rally in cui il pilota è parte integrante del progetto tecnico. La sua figura viene spesso citata come esempio di professionalità e competenza, qualità che vanno oltre i risultati puramente sportivi.
L’eredità lasciata da Miki Biasion non si misura soltanto in titoli mondiali. Si ritrova nel modo in cui ha interpretato il ruolo del pilota, nel rapporto con i team, nella capacità di trasformare la velocità in metodo.
In un’epoca in cui il rally viveva una delle sue fasi più competitive, Biasion ha dimostrato che la vittoria può essere costruita anche senza eccessi, attraverso una visione completa della gara e una conoscenza profonda della macchina. Il suo nome resta indissolubilmente legato alla storia del rally italiano e mondiale, come simbolo di un’epoca in cui competenza e talento viaggiavano alla stessa velocità.
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