WRC 2026: l’ultimo anno delle Rally1 e una stagione apertissima

WRC 2026: l’ultimo anno delle Rally1 e una stagione apertissima

22 maggio 2021, WRC Rally dal Portogallo, Kalle Rovanpera alla guida della Toyota Yaris WRC dalla Toyota Gazoo Racing WRC a Cabeceiras de Basto, Portogallo. — Foto di bisagraph.gmail.com (Su Depositphotos)

Il Campionato del Mondo Rally 2026 è partito il 22 gennaio con il Rallye Monte-Carlo e si concluderà il 15 novembre in Arabia Saudita. Quattordici appuntamenti distribuiti su quattro continenti, tre team ufficiali e una particolarità che rende questa stagione diversa da tutte le precedenti: è l’ultima in cui le vetture Rally1 correranno nel WRC. Dal 2027 entrerà in vigore un nuovo regolamento tecnico che ridisegnerà completamente la categoria regina del mondiale rally.

Dopo due tappe disputate, la classifica piloti vede in testa Elfyn Evans (Toyota), vincitore in Svezia, davanti a Oliver Solberg e Takamoto Katsuta. La stagione è già ricca di spunti: un rookie sorprendente che ha vinto alla prima gara, il campione del mondo che corre part-time, il ritorno di Lancia e una Toyota che domina ma non può permettersi di abbassare la guardia.

I team e i piloti: chi c’è al via del 2026

Come confermato dai comunicati ufficiali dei team, gli stessi tre costruttori presenti nel 2025 tornano anche quest’anno: Toyota Gazoo Racing con la GR Yaris Rally1, Hyundai Motorsport con la i20 N Rally1 e M-Sport Ford con la Puma Rally1.

Secondo quanto riportato da Red Bull e da Motorsport.com, Toyota schiera cinque piloti. Sébastien Ogier, nove volte campione del mondo, corre anche quest’anno in modalità part-time: il francese ha confermato di voler disputare solo una selezione di gare, tenendosi aperta la possibilità di tornare a piena presenza qualora dovesse rientrare in lotta per il titolo. Al suo fianco ci sono Elfyn Evans e Takamoto Katsuta come piloti fissi, più Sami Pajari e la grande novità Oliver Solberg, figlio dell’ex campione Petter, promosso dalla WRC2 dopo aver vinto il titolo nella categoria cadetta nel 2025.

Hyundai risponde con Thierry Neuville, campione del mondo 2024, e Adrien Fourmaux come piloti a tempo pieno. La terza vettura viene gestita in rotazione tra tre veterani: Hayden Paddon, Dani Sordo ed Esapekka Lappi, come comunicato ufficialmente dal team coreano a dicembre 2025. M-Sport si affida invece a Josh McErlean e al nuovo arrivo Jon Armstrong, formando la prima line-up interamente irlandese nella storia del team britannico.

Le vetture: tecnologia al capolinea

Secondo L’Automobile ACI, le Rally1 in gara nel 2026 sono vetture costruite attorno a un telaio tubolare standardizzato dalla FIA, con carrozzerie sviluppate dai singoli costruttori. Montano un motore 1.6 litri turbo da circa 400 cv, trazione integrale e cambio sequenziale a cinque marce. Il peso minimo è fissato a 1.180 kg, dopo che nel 2024 è stato rimossa la parte ibrida del sistema di propulsione introdotta nel 2022.

Toyota ha sfruttato i jolly di omologazione disponibili nell’ultima stagione del regolamento attuale per aggiornare la GR Yaris, introducendo modifiche all’aerodinamica e alle sospensioni, con un nuovo alettone posteriore e componenti rivisti che permettono regolazioni più fini. Hyundai, come riportato da Tuttorally.news, ha invece lavorato su freni, motore e raffreddamento, concentrandosi su piccoli miglioramenti nell’erogazione della potenza e nella riduzione del peso.

Il 2026 sarà l’ultimo anno di queste vetture. Dal 2027 entrerà in vigore un nuovo regolamento che, secondo Motorsport.com e i comunicati FIA, porterà vetture con prestazioni simili alle attuali Rally2, costruite con un cost cap di circa 345.000 euro e basate in parte sulle componentistiche già esistenti nelle categorie inferiori. L’obiettivo dichiarato dalla FIA è abbassare i costi di ingresso per attirare nuovi costruttori, aumentando il numero di case automobilistiche presenti al via.

Il calendario: 14 tappe tra tradizione e novità

Come riportato da L’Automobile ACI e da Red Bull, il calendario 2026 si compone di 14 round su quattro continenti. Rispetto al 2025, il Rally di Croazia fa il suo ritorno mentre il Rally dell’Europa Centrale esce dal programma. Il Rally del Giappone viene spostato a maggio, interrompendo una lunga sequenza di eventi su sterrato nella prima parte dell’anno. Secondo il direttore generale del Promoter WRC Jona Siebel, lo spostamento del Giappone è pensato specificamente per ridurre l’impatto della pulizia delle strade sui piloti costretti a partire per primi nelle prove su terra.

Confermati i ritorni delle Isole Canarie e del Paraguay, introdotti nel 2025. Il calendario completo, nell’ordine, è il seguente (fonti: Wikipedia, Red Bull, Fuori Traiettoria):

  • Rally di Monte-Carlo (22-25 gennaio)
  • Rally di Svezia (12-15 febbraio)
  • Safari Rally Kenya (12-15 marzo)
  • Rally di Croazia (9-12 aprile)
  • Rally delle Isole Canarie (23-26 aprile)
  • Rally del Portogallo (10 maggio)
  • Rally del Giappone (28-31 maggio)
  • Rally di Grecia (25-28 giugno)
  • Rally di Estonia (16-19 luglio)
  • Rally di Finlandia (30 luglio-2 agosto)
  • Rally del Paraguay (27-30 agosto)
  • Rally del Cile (10-13 settembre)
  • Rally d’Italia Sardegna (1-4 ottobre)
  • Rally dell’Arabia Saudita (11-14 novembre)

Una nota riguarda il Rally d’Italia Sardegna: secondo L’Automobile ACI, il 2026 sarà la 23ª e ultima edizione sarda nel calendario WRC, prima che l’appuntamento italiano passi a Roma dal 2027. La collocazione autunnale, a ottobre, potrebbe renderlo determinante nella corsa al titolo.

Monte-Carlo: Solberg fa subito la storia

La stagione si è aperta con una sorpresa. Come riportato da Autohebdo e Motorbox, il Rallye Monte-Carlo 2026 è stato vinto da Oliver Solberg, al suo esordio assoluto nella categoria Rally1. Solberg, navigato da Elliot Edmonson, ha gestito una gara complessa su fondi misti tra asfalto, ghiaccio e neve, chiudendo davanti al compagno di squadra Evans e al campione del mondo in carica Ogier.

Secondo Autohebdo, Solberg ha concluso Monte-Carlo con 30 punti totali (25 dalla vittoria, 4 dalla Super Sunday e 1 dalla Power Stage), mentre Evans si è fermato a 26 punti. Da segnalare la prestazione di Yohan Rossel su Lancia Ypsilon Rally2: il francese ha dominato la Super Sunday della domenica, conquistando 5 punti e risultando protagonista assoluto della giornata finale nonostante le difficoltà accusate nelle prime prove speciali.

Neuville ha invece vissuto un avvio di stagione complicato: come riportato da Motorbox, il belga ha perso quasi quattro minuti già nella prima giornata di gara per un problema tecnico, compromettendo ogni possibilità di lottare per la vittoria.

Rally di Svezia: Evans risponde e vola in testa

Il secondo appuntamento, il Rally di Svezia, ha confermato la superiorità tecnica di Toyota ma ha cambiato i protagonisti. Elfyn Evans ha vinto davanti a Katsuta e Pajari, con Toyota che ha piazzato tutti e quattro i propri piloti nelle prime quattro posizioni. Hyundai, secondo le fonti Motorbox e Autohebdo, non è mai stata in lotta per il podio durante il weekend svedese, con Neuville che si è definito “estremamente frustrato” per il risultato.

Con questi risultati, Evans è balzato in testa alla classifica generale con 13 punti di vantaggio su Solberg, mentre Katsuta è terzo ma già distante. Neuville, campione in carica, si trova in una posizione difficile dopo soli due rally.

Matteo Fontana ha vinto nella categoria WRC3 in Svezia, aggiungendo un risultato positivo per i colori italiani.

Il ritorno di Lancia: una storia che riparte dalla Rally2

Uno degli elementi più attesi della stagione 2026 è il ritorno ufficiale di Lancia nel WRC. Come riportato da Motorsport.com e da alVolante.it, il marchio italiano, detenuto da Stellantis, è tornato in gara con la nuova Ypsilon Rally2 HF Integrale nella categoria WRC2, affidando le vetture ai piloti Yohan Rossel e Nikolay Gryazin.

L’esordio a Monte-Carlo ha prodotto risultati contrastanti: positivi in termini di visibilità (la vittoria di Rossel nella Super Sunday ha fatto notizia), meno in termini di prestazioni pure nella classifica WRC2. I piloti stessi, come riportato da Motorbox, hanno ammesso errori nell’approccio alla gara. In Svezia la Lancia era assente, con le vetture destinate a tornare in gara negli appuntamenti successivi.

Sul futuro, il responsabile motorsport di Lancia ha dichiarato a Motorsport.com che la casa italiana valuterà se salire nella categoria Rally1 solo dopo che il regolamento 2027 sarà definitivamente consolidato, sottolineando che la Rally2 rappresenta per Lancia il capitolato con il miglior rapporto costi-benefici e che, qualora le prestazioni delle Rally1 e Rally2 dovessero avvicinarsi come previsto, non ci sarebbe necessità di investire in una vettura della categoria superiore.

Le novità regolamentari del 2026

Secondo Wikipedia e Motorsport.com, il 2026 introduce alcune modifiche al regolamento sportivo. La più significativa riguarda i periodi di riposo obbligatori: il tempo di riposo totale nell’arco di un rally deve essere almeno pari al totale delle ore di gara, con un minimo di 10 ore al giorno e una tappa da almeno 12 ore. La misura è stata introdotta a seguito delle segnalazioni di team e piloti sul prolungamento eccessivo dei ritmi di lavoro nelle ultime stagioni.

Viene ridotta la durata dell’assistenza di mezzogiorno da 40 a 30 minuti, tornando al formato precedente all’introduzione delle Rally1 ibride nel 2022. Modificata anche la norma sulle chicane artificiali: la penalità di 5 secondi scatta solo quando un elemento viene completamente spostato dalla sua posizione, non in caso di semplice contatto.

Il quadro verso il Kenya

Con due gare alle spalle, la classifica piloti vede Evans in testa nella Toyota. La terza tappa, il Safari Rally Kenya del 12-15 marzo, rappresenta già uno spartiacque importante: lo sterrato africano penalizza le squadre che partono davanti e mette alla prova l’affidabilità meccanica in modo diverso rispetto alle prove precedenti. Hyundai, partita in ritardo rispetto alle aspettative, ha bisogno di recuperare punti prima che il gap si allarghi troppo.

Ogier, assente in Svezia come da programma, potrebbe tornare in piste per valutare se la classifica giustifica un impegno maggiore. Solberg, già a podio e con una vittoria all’attivo al primo rally in carriera, si è rivelato il personaggio più interessante di questo inizio di stagione. Evans ha mostrato la continuità di un pilota maturo. Neuville deve ancora trovare il ritmo.

Il WRC 2026 è partito. E, almeno per ora, è tutto tranne che scontato.