Abbiamo intervistato Miki Biasion, bassanese, uno dei più grandi piloti della storia dei rally. Con la Lancia Delta ha conquistato, unico italiano, due campionati del mondo nel 1988 e 1989. Dai primi passi con l’Opel Kadett GTE ai trionfi al rally di Montecarlo e al Safari in Kenya. 17 volte primo in gare valide per il campionato del mondo, ha vinto anche la Coppa del mondo Raid Tout Terrain, le massacranti corse in Africa come la Dakar nel 1998 e nel 1999, alla guida di un camion Iveco Eurocargo.

1. Biasion, riavvolgiamo il nastro e ritorniamo al Rally Dakar 2013, più dolori che gioie, in netta controtendenza con un 2012 trascorso all’insegna più della gloria che della passione, nonostante il guaio alla frizione. Una sfida da campioni, dopo 25 anni dal primo titolo WRC, ma che cosa si rimprovera Biasion?

“Della Dakar 2013 mi rimprovero di averla voluta fare a tutti i costi,io avevo trovato lo sponsor per Iveco ,lo sponsor per De Rooy,che era Petronas e poi alla fine invece di darmi un camion nuovo come quelli che avevano i miei colleghi non so per quale motivo mi hanno dato un camion che era stato usato l’anno prima non in gara veloce ma in assistenza dunque un camion che aveva 3/4 anni dunque per me e’ stata una grande delusione e con Iveco e De Rooy ognuno ha scaricato la colpa all’altro e alla fine c’ho rimesso solo io”

2. Fine anni novanta, rincorsa con Iveco al titolo camion. Circa dieci anni fa, il memorabile tentativo di agguantare il successo con Mitsubishi. Poi la partecipazione con la Pandakar ed infine il ritorno nella categoria trucks. Una carriera nella Dakar poco fortunata, ma non nei rally raid, dove vanti un buon Palmares: Biasion è proprio un tuttofare?

“Io mi sono innamorato del Rally Raid nel 1997 quando ho fatto la Parigi-Samarcanda-Mosca e’ stata un avventura meravigliosa con un ottimo risultato 2° assoluto nella categoria camion con un Eurocargo assolutamente di serie quindi mi sono appasionato a questo tipo di gare e dopo aver vinto un paio di coppe del mondo della categoria camion ho tentato anche l’avventura con le macchine e devo dire che nei raid sono sempre stato molto competitivo alla Dakar invece ho sempre avuto una gara avara di soddisfazioni per me:nel 2003 secondo sul podio e poi 10 ore di penalita’ per una perdita d’olio nel cambio,con la Panda nel 2007 si pensava di arrivare in fondo poi con un malinteso con il camion dell’assistenza che non mi ha trovato son rimasto due giorni fermo nel deserto.La Dakar e’ ancora una bella sfida e credo sia una gara dove l’eta’ conta relativamente e dove se uno e’ preparato fisicamente e se ancora in forma a livello agonistico la puo’ fare anche ad un eta’ matura come puo’ essere la mia non piu’ da ragazzino e quindi ci insisto ancora perche’ ci vuole piu’ esperienza che velocita’”

3. Guardiamo al 2014, con le spalle al 2013: ambizioni, desideri e speranze. Ricordando però che l’esperienza con il Team De Rooy l’anno scorso si chiuse con una coda di veleno, a riguardo del materiale offerto dalla squadra…

“la Dakar 2014 dovrebbe essere all’insegna del riscatto della Panda nel senso che mi sono riproposto, dopo averci riflettuto molto,di tentare di portare al traguardo una Panda 4×4 quindi da un gigante della strada ritornare alla vettura piu’ piccola iscritta alla gara,secondo me avventura fattibilee quindi insistero’ in questa mia cocciutaggine e penso che potrebbe essere un anno di soddisfazione personale non tanto a livello agonistico ma a livello di tenacia e di voglia di dimostrare che si puo’ arrivare in fondo anche con un mezzo molto piccolo”

4. Da Albiero a Fiori, come si è adattato Biasion e quanto si percepisce il senso di unità nell’equipaggio.

“Albiero e’ un grande professionista ,un grande navigatore ha fatto tante Dakar con vari piloti a buon livello con lui mi sono trovato benissimo purtroppo un problema fisico l’anno scorso non gli ha permesso di salire in camion con me e quindi lui stesso mi ha messo in contatto con Umberto fiori con il quale mi sono trovato benissimo entrambi sono due ottimi navigatori e con entrambi non ho avuto alcun problema ad adattarmi o a navigare nel deserto”

5. Quest’anno con chi correrai?

“Probabilmente correro’ con Fiori perche’Albiero mi ha detto con non ha molto tempo e solamente fare tre settimane di ferie solamente per tentare di arrivare in fondo con la Panda gli diventava complicato ha lasciato il posto per Umberto Fiori e poi nel 2015 vedremo”

6. Le principali differenze tra Dakar africana e quella sudamericana,si e’ perso molto in fascino?

“Io devo dire che preferisco la Dakar sudamericana per due motivi,la Dakar africana era ormai trita e ritrita si faceva nelle stesse aree e nelle stesse zone non c’era piu’ il fascino dell’avventura era sempre una gara durissima perche’ si attraversavano zone desertiche molto impegnative pero’ a livello paesaggistico era ormai sempre quella a differenza del Sudamerica che ogni anno offre percorsi diversi anche se negli stessi paesi che pero’ sono molto vasti come Argentina ,il Cile siamo stati in Peru’ si andra’ in Bolivia e a livello paesaggistico offre delle zone piu’ varie si va dalla cordigliera delle Ande ,alle spiagge lunghissime del Cile poi un altra grande differenze e che qui nei trasferimenti e nei bivacchi nelle grandi citta’ c’e’ tanto pubblico ci sono tanti appassionati,tanta gente che se n’intende dunque anche a livello mediatico e’ piu’ interessante mentre in Africa ogni tanto arrivavi in qualche villaggio ma l’unica speranza e che tu gli lasciavi qualcosa da mangiare qualche medicinale manon era gente appassionata di corse quindi dal punto di vista sportivo e dal contatto con la gente il sudamerica e’ molto piu’ caloroso”

Lancia 037 al vittorioso 4 Regioni 1983 Lancia 037 al vittorioso 4 Regioni 1983

7. Rally Lana 1982: prima vittoria nel campionato italiano ed europeo, aspettavi quel successo o arrivò inaspettato?

“No non e’ arrivato inaspettato perche’ era un mucchio di gare che ci giravo attorno poi per vari problemi non ero mairiuscito a vincere,tante volte ero in testa poi per giochi di squadra hodovuto lasciar vincere i miei compagni che magari puntavano di piu’ ad un campionato e ti parlo del Piancavallo del Rally delle 4 Regioni,,,e quindi prima o poi avrei avuto anch’io il diritto alla mia prima vittoria ,inaspettato se diciamo che nell’ultima prova ToninoTognana ha staccato una ruota della sua Ferrari quando mi era davanti pero’ le gare sappiamo che si vincono sotto la bandiera a scacchi quindi piu’ che meritata,l’unico rammarico,senza nulla togliere a Rudy Dal Pozzo con il quale sono molto amico,e’ stata quella di vincere la mia prima gara importante con un navigatore che non era il mio navigatore di tutti i campionati”

8. Una curiosità: il tuo legame con Siviero e’ stato indissolubile ad eccezione di due gare, Rally Lana 1982 con “Rudy” e Portogallo 1988 con Cassina, registrando due vittorie, come mai non c’era Tiziano?

“Avevo fatto anche un altra gara con un altro navigatore e avevo vinto anche quella ,il gruppo 2 al rally 100.000 Trabucchicon il povero Loris Roggia perche’ Tiziano aveva avuto dei problemi di lavoropoi il Lana ha corso “Rudy” con me perche’ Tiziano era stato sospeso dall’incarico per una disobbedienza al Direttore Sportivo Ballestrieri proprio al Rally delle 4 Regioni dove da primi siamo dovuti arrivare terzi e poi Cassina perche’ durante un test di messa a punto vetture in Kenya Tiziano aveva subito un colpo alla schiena e gli era stato consigliato di rimanere a riposo per un mese”

9. Campionato europeo 1983 -un vero dominio- la differenza del passaggio Opel Ascona 400 – Lancia 037 venne ottimamente assorbita?

“Ero nella fase crescente della mia maturita’ agonistica indubbiamente la 037 era una macchina molto competitiva ma sicuramente nel campionato europeo di avversari ce n’erano molti ma meno assidui nella partecipazione delle gare com’ero io. In ogni gara avevo il pilota locale o la squadra locale che cercava di battermi quando correvo in Spagna ,Ypres o in Grecia ma la soddisfazione piu’ grande era quando venivo in Italia nelle gare italiane valide per il campionato europeo mi sono vinto il 4 Regioni,il S.Marino ho vinto 2/3 gare che non erano nel mio programma ed ero proprio nella fossa dei leoni dove c’era tutto lo Junior Team Lancia con i vari Cunico, Capone, Tabaton, Zanussi, Cinotto eccetera agguerriti ma le gare fatte in Italia le ho dominate”.

10. 1986,dopo una prima parte ricca di ritiri arrivò la tua prima vittoria mondiale al Rally Argentina, con la mitica Lancia Delta S4: il sogno si avverò allora?

“Si c’ero andato spesso vicino alla vittoria con la 037 in Corsica sono arrivato 2°,anche in Portogallo,ho fatto parecchi podi ma mi mancava la vittoria sfiorata tante volte anche perche’in quegli anni di mondiale con la 037 si andava a combattere contro le 4 ruote motrici di Audi e Peugeot quindi difficilmentesi era competitivi,una volta fatta una vettura 4 ruote motrici i piloti Lancia sono tornati a vincere delle gare di mondiale con la Lancia di nuovo all’altezza di gare di campionato del mondo”

11. Il Veneto e’ stata la regione culla per il rallysmo in Italia, quale fu la situazione che ti permise di far scattare la scintilla per la disciplina…una gara, una vettura, un pilota o qualcos’altro in particolare?

“Nel Veneto i Rally erano estremamente popolari perche’ non essendoci circuiti gli amanti dell’automobilismo si affezionavano a questa specialita’ c’erano Rally importanti come S.Martino di Castrozza,campagnolo,Prealpi venete…io con la mia Vespa andavo a vedere le ricognizioni,la gara e c’era gente come Rhorl o i piu’ forti piloti italiani qui nelle mie montagne se volevi respirar benzina dovevi andare a vedere i rally.Mia madre era un appassionata di automobilismo non mio padree mi portava a vedere il rally di Montecarlo piuttosto che in Gran Premio di Monza quindi e’ questa tradizione rallystica del Veneto che mi ha spinto ad innamorarmi di questa disciplina”

12. 1988 e 1989, due stagioni dominate, la prima parte con un ritiro a Montecarlo, poi una lunga sequenza di vittorie e un 2° posto in Argentina, l’anno successivo una filiera di successi e un 6° posto in Finlandia. Fino a che punto si può definire una vittoria un “successo facile”?

“Molti giornalisti dicevano Biasion vince facile perche’ha la miglior macchina se noi guardiamo gia’ dal 1986 con l’S4 al 1987 con il 4 wd sono sempre stato nei “top five” nel 1987 il mondiale l’ho perso io non partecipando all’ultima gara per un problema di costole rotte ma hoperso gare per banali inconvenienti tecnici come una candela o un raccordo del serbatoio della benzina dal 1985/86 al 1992 sono sempre stato nei “top five”del campionato del mondo quelli che dicevano le vittorie di Biasion sono troppo facili e’ gente che non e’ mai stata molto attenta se uno guarda che compagni ho avuto in squadra come Bettega,Toivonen,Alen,Kankkunnen,Auriol,Saby,Loubet,Ericsson e i miei compagni di squadra che avevano la mia stessa macchina non ho capito come mai non venivano mai calcolati tutti dicevano Biasion vince perche’ ha la Lancia ma l’avevano anche i miei compagni di squadra che erano i miei avversari principali e’ sempre stato facile dire uno vince perche’ ha la macchina migliore pero’ se uno in squadra ha gente di quel calibro vuol dire che qualcosa ci sa fare”

13. Senza dubbio in quel periodo la Delta era la macchina migliore, dunque i tuoi peggiori avversari erano in casa: si sono mai verificati “attriti interni”?

“Io ho avuto un ottimo rapporto con i miei compagni di squadra spesso ci sono stati piu’ “liti” tra navigatori che hanno poi creato degli attriti tra compagni di squadra oppure degli ordini di scuderia malintesi o fraintesi da parte dei piloti o accettati di malavoglia hanno creato malumori,ci sono state polemiche tra me e Kankkunnen al Montecarlo 1987 quando abbiamo avuto l’ordine di squadra di non farci una guerra interna bensi di giocarci la gara su una solo speciale li c’e’ stato una forte polemica da parte di Kankkunnen che non ha accettato determinati ordini ma se adesso Juha tutte le volte che vieni in Italia viene a casa mia e andiamo a cena assieme vuol dire che i dissapori che ci sono stati in quei mesi dopo il Montecarlo sono staticausati piu’ da polemiche e fattori esterni che da nostre prese di posizione”

14. Nel periodo Lancia, Fiorio si ingegnava per battere la concorrenza: ricordi qualche episodio in particolare?

“Avere un capo come Cesare Fiorio era il sogno di ogni pilota era un Direttore sportivo che ti metteva a disposizione il massimo della tecnologia e dei mezzi dell’assistenza e dell’organizzazione,dovevi certamente dare dei risultati o con lui la tua carriera durava poco pero’ finche’eri sotto la sua gestione eri sicuroche potevi dare il massimo e che avresti avuto il massimo per poter emergere e poter vincere era geniale nella scelta delle strategie della gara si era inventato lui con altri ingegneri del gruppo la sostituzione delle gomme in prova speciale al Montecarlooppure altre “furbate” regolamentari semprenel rispetto delle regole ma coseche gli altri non si sognavano nemmeno di proporre,lui invece le metteva in atto.La squadra Lancia ha vinto anche con macchine non all’altezza della concorrenza come prestazioni quando avevamo due ruote motrici ma si sono vinte gare e anche campòionati per la genialita’ e la bravura sia del direttore sportivo che dei meccanici e l’organizzazione della squadra stessa!

15. Passare dalla Lancia Delta S4 del 1986 alla Delta 4 WD dell’anno successivo si rivelò un salto nel tempo, ma
all’inverso. Raramente in una disciplina motoristica si verifica un cambiamento così radicale: la tua opinione e come si affrontano prestazioni cosi differenti.

“il passaggio dai gruppi B ai gruppi a e’ stato traumatico e anche giustificato dagli eventi negativi e dai vari incidenti dei gruppi B,col senno di poi si puo’ dire che sia stato giusto perche’ dopo 2/3 anni le vetture sono tornate competitive e spettacolari quasi quanto i gruppi B pero’ effettivamentecon i gruppi B eravamo in pochi piloti capace di portare al limite o comunque domare macchine di oltre 500 cavalli con il gruppo A il livello di piloti si e’ molto livellato e quindi ci sono stati piu’ piloti competitivi e capaci di essere vincentinelle gare di casa mentre con il gruppo B erano 5/6 piloti capaci di portare al limite determinate potenze e nel cuore della gente i gruppi B sono restati le vere e piu’ belle vetture da rally costruite”

16. Triflux, il colpo in canna di una Lancia al culmine della propria fioritura: ci sono rimpianti per un settore in cui la tecnologia italiana ha raggiunto i suoi massimi livelli di espressione?

“Indubbiamnete le potenze stavano aumentando esageratamente secondo me era bello dareagli ingegneri dare carta bianca per quanto riguarda le prestazioni della macchina ma e’ stato forse sbagliatoazzerare tutto nel senso che i gruppi B potevano contnuare come potenzaoppure un nuovo regolamento poteva essere molto piu’ sviluppato sulla sicurezza ma non tagliare completamnete lepotenze come e’ stato da 600 cavalli ai 250 della prima delta,secondo me un pilota avere tanta potenza da domare e’ il godimentopuro essere cavallieri del rischio aver avuto potenze alte dentro vetture un po’ piu’ pesanti e molto piu’ sicure e robuste poteva essere una continuazione dei gruppi B mantenendo il fascino che aveva oramai il pubblico per questa disciplina”

17. Nel 1992 il passaggio in Ford, dopo ben 9 stagioni in Lancia: fu una scelta di lungimiranza, oppure affiorò la volontà di rimettersi in discussione?

“Fu una scelta obbligata perche’ il gruppo Fiat aveva annunciato che avrebbe smesso di correre ufficialmente nei rally dando in gestione per un anno le vetture rimaste al Jolly club scuderia con un potenziale molto simile a quello della squadra ufficiale e quindi sarebbe durato un anno solo lo stradominio della Lancia e difatti cosi e’ stato l’unico problema e che poi mi sarei trovato dopo un anno a dover riduscutere e cercare un posto di lavoro con tanti piloti rimasti a piedi quindil’offerta che mi fece Ford per andare con loro con un contratto triennale fu una sceltaquasi obbligata per me sapendo che la Lancia aveva chiuso il reparto corse e sapendo che l’anno successivo ci sarebbero stati dei piloti che avrebbero accettato anche ingaggi inferiori pur di correre quindi scelta strategica in quanto la Ford aveva un bellissimo programma con il primo anno un po’ di purgatorio con la Sierra ma poi un bellissimo programma di sviluppo con l’Escort Cosworth,programma che poi per una limitazione di budget non ha portatoi frutti desiderati si e’ sfiorato il mondiale marche e con me fino a meta’ stagione nel mondiale piloti ma poianche Ford ha dato in mano la gestione delle macchine al team di Malcom Wilson perche’all’interno della squadra gestita dal marchio stesso c’era troppo burocrazia e mancavano di dinamicita’per essere vincenti in un campionato del mondo nonostante avessero avuto macchine e mezzi all’altezza di questi risultati”

18. Nel 1994 l’ultima annata nel WRC, sei riuscito a staccare la spina in maniera netta con solo due sporadiche apparizioni l’anno successivo (Acropoli su Delta-astra e Sanremo non valido per il mondiale): come per Loeb oggi, quanto è difficile compiere un passo di questa portata?

“Per me non e’ stato difficile perche’ inanzitutto ero rimasto molto deluso dalla perdita del mondiale piloti 1994 perche’ a mio parere era una cosa fattibile poi per varie situazioni all’interno della squadra se pensiamo che le ultime 4 gare ho avuto problemi meccanici ma non rottura del motore ma rotture di cinghie o pipette,perdita di olio ho perso garein cui ero competitivo e mi giocavo la vittoria per delle sciocchezzedal punto di vista professionale ero abbastanza deluso perche’ io ho lavorato sempre al 100% delle mie possibilita’ in secondo luogo la Ford passava ad un team privato,la Toyota squalificata per delle irregolarita’,la MiMitsubishi aveva un solo pilota e non aveva budget per far correre due macchine ,gli altri piloti quali sainz e McRae erano con subaru quindi non c’era possibilita’ o uno arrivava con la valigetta e lo sponsor oppurenon correva in macchina e’ allora mi sono detto forse e’ giunto il momento di riposarmi e poi qualcos’altro mi inventero’ come e’ poi successo con i Rally Raid pero’ nel momento 1995/96 i Rally ebbero un momento di grossa crisi con solo 3/4 macchine e piloti e nonm credo siano stati campionati molto interessanti”

Opel Ascona 400 - 4 Regioni 1982 Opel Ascona 400 – 4 Regioni 1982

19. Opel (Hawk e Conrero), Lancia (Totip e Martini) e Ford: quali caratteristiche avevano i team con cui hai corso? Quale fu la differenza nell’approccio con le differenti squadre?

“L’Opel era come correre in famiglia o quasi con nonno Conrero con sua moglie che ci faceva i panini alle assistenze era una squadra molto casalinga ed affiatata allo stesso tempo c’erano dei vecchi volponi come “Tony”,”Lucky” che me ne hanno combinate di tutti i colori essendo io il “bocia di bottega” come si dice dalle nostre parti ,la squadra Lancia era il sogno di un pilotasopratutto con i colori Martini Racing perche’ e’ come per un pilota di kart che se gli chiedi il suo sogno e’ di guidare la ferrari,la squadra Lancia era il sogno realizzato per me ma era anche il sogno che se sei competitivo ti danno la macchina e ti danno un bell’ingaggio ma se non sei competitivo non sifacevano remore a lasciarti a piedi.La squadra Ford era una squadra con un potenziale enorme ma una gestione troppo burocratica e poco snella per una decisione di carattere tecnico -sportivo subentravano delle specie di sindacati non aveva quell’elasticita’ per essere competitiva a livello mondiale”

20. Martini potrebbe rientrare nel mondo del motorsport: sarebbe un’iniezione di fiducia per il mondo del rally, oggi una preda delle esigue risorse economiche…

“Io ho sentito delle dichiarazioni da parte dei responsabili della Martini che vogliono tornare nel mondo del motorsport come MartiniRacing ma nessunoha detto che vuole tornare nei rally la Martini si orientera’ in base alla popolarita’ quale la disciplina motoristica che le puo’ dare maggior risalto,ricordiamo che la Martini ha sponsorizzato le Porsche a Le Mans,le ferrari,la Martini decidera0 in base alle scelte logicamente se dovesse ritornare nei rally una squadra italiana sarebbe bello avere i colori Martini su una vettura italiana pero’ questa e’ un po’ un pensiero personale e che possono fare gli appasionati che hanno vissuto quegli anni”

21. Nel rallysmo attuale, secondo il tuo parere,si possono compiere migliorie? Personalmente, dove vorresti intervenire?(sicurezza, percorsi, vetture, regolamenti, ecc) ?

“I rally hanno perso molto nel contatto con il pubblico una volta con le assistenze in strada e le gare di giorno e di notte molto piu’ lunghe gli appassionati avevano la possibilita’ di seguire i lorobeniamici adesso i piloti di rally “se la tirano” come quelli di F1 solo che la hanno la televisione e nei rally ci sono pochissime immaginee nei parchi assistenza vivono all’interno dei motorhome come se fossero delle superstar pero’ alla fine la gente si e’ allontanata e’ ha perso la passione per questa specialita’ sopratutto in Italia”

22. Nella tua carriera hai mai pensato di aver fatto una scelta sbagliata? Con la fantasia, cambieresti qualcosa?

“Ho avuto una carriera ricca di soddisfazioni e sono stato molto fortunato e mi sono quasi sempre trovato nella macchina giusta al momento giusto con le gomme giuste anche la scelta Ford non e’ stata una scelta avventata mi aspettavo di piu’ quando ho firmato con ford ma purtroppo firmai con un direttore sportivo ma quando andai a correre questa persona non faceva piu’ parte del team e questa cosa mi e’ dispiaciuta e se potessi cambiarla avrei voluto continuare a correre con le persone con le quali avevo fatto il contratto e con le persone che mi sarei portato dall’Italia per poter portare la Ford a vincere il campionato del mondo ecco questo e’ l’unico rammarico che ho”

Intervista in collaborazione con Giovanni Filograsso