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Panda Raid: tanto fango nelle prime tappe. Gaggia-Dal Mas procedono imperterriti

I circa 400 piloti sono partiti sotto la pioggia del circuito di Jarama in Spagna, il 2 marzo. Pochi giorni fa abbiamo sentito le parole di Andrea Gaggia, che insieme a Marco Dal Mas hanno preso parte a questo insolito e incredibile raid. Ma non sono i soli italiani; infatti è presente anche Enrico Bonaso, a cui stringiamo la mano anche per l’archiviazione del tragico fatto avvenuto più di un anno fa, e che potete vedere nell’articolo redatto per l’occasione dal nostro Aldo. Purtroppo c’è chi la partenza non è riuscito a vederla, come nel caso di Paolo Boeri e Ivan Manzo, che hanno dovuto abbandonare il raid dopo aver rotto le bronzine della propria Panda.

Giorno zero, ora zero. Alle due del pomeriggio di venerdì, tutti i piloti sono stati imbarcati sul traghetto che li ha portati da Madril (Spagna), fino alla terra marocchina. Da lì hanno dovuto affrontare 80 km, partendo da Nadòr per arrivare al Lago Mohamed V. La tappa è stata percorsa al calar del sole, perciò all’arrivo i concorrenti erano completamente in balia della notte, della pioggia e del freddo. Tutto questo probabilmente li avrebbe ripagati il giorno successivo con un panorama mozzafiato.

Si fa sul serio. La prima vera tappa si apre con fango e pioggia, così come è stato lasciato il circuito di Jarama. Il camion scopa erano già al lavoro per recuperare i partecipanti incastrati nel denso fango all’ingresso del campo; sicuramente li aspetta un duro lavoro per i giorni a venire. I chilometri percorsi sono sono stati 390, che hanno accompagnato i piloti dal lago Mohamed V, fino a Benni Tadjite. Per la prima volta si è aperto il road book, e sicuramente non è stata una navigazione semplice.

“Difficile interpretare queste strade. A volte le vedi da lontano, altre ti sbucano all’improvviso.”

La prima tappa si è distinta per la varietà di terreni a cui si è dovuto dar conto: si è passati dal fango, fino a raggiungere l’asfalto, per poi cimentarsi nella sabbia densa del deserto e infine sulle appuntite rocce del Marocco.

Andrea Gaggia e Marco Dal Mas in primo piano

I piccoli villaggi attraversati sono moltissimi, e come abbiamo spiegato nell’articolo iniziale, questo raid è anche una spedizione umanitaria. Durante la strada si è attraversata la grande città di Guercif, l’unica della giornata. Arrivati al campo base di Benni Tadjite, i piloti sono stati accolti da un freddo non indifferente dai 1000 metri di altitudine. Anche Andrea Gaggia e Marco Dal Mas possono riposarsi sotto le stelle e attorno al fuoco, ricoprendo la 333^ posizione.

Mai perdere la concentrazione. La seconda tappa si è snodata per 184 km, dal Benni Tadjite fino a Errachidia. Il tempo limite di esecuzione della prova è stata di 9 ore. Il percorso ha attraversato terre desolate piene di sassi e sabbia finissima insieme a rivoli prosciugati che formano una patina insidiosissima. Pochi villaggi sono stati incontrati, ad eccezione delle tribù berbere che hanno accolto e aiutato con grande gioia i concorrenti transitanti per le loro terre. Il campo base di Errachidia ha accolto i piloti con una temperatura e un clima più mite rispetto a quello dei giorni passati.

#365 Gaggia-Dal Mas

Enrico Bonaso, insieme a Igor Marconato racchiudono la 174^ posizione generale alla fine della Tappa numero due. Mentre Andrea Gaggia e Marco Dal Mas procedono in 323^ posizione. Al comando della classifica vediamo un equipaggio italiano, ovvero formato da Daniele e Gualtiero Bottallo.

La prossima tappa verrà disputata nel deserto di Merzouga. I piloti dovranno armarsi di pala, pazienza e tanta forza.