Sebastién Loeb e Fabian Larquin tra le dune dell'empty quarter. Foto di Dakar.com

Che giornata. O meglio: che giornate! Erano anni che non si vedeva uno spettacolo simile. Parliamo della 48h Chrono, che è stata istituita per la prima volta quest’anno. La prima parte di tappa è avvenuta ieri e come abbiamo potuto vedere, ha dato del bel da fare a tutti gli equipaggi. Sabbia, dune e navigazione hanno anche portato disavventure: è la volta di Yazeed Al-Rajhi che ha dovuto abbandonare la corsa a causa di una carambola. Allo scoccare delle 16:00 però, tutti si sono dovuti recare al bivacco più vicino; tutti insieme sotto le stelle per passare la notte. Motociclisti e piloti auto. Privati e ufficiali. Tutti insieme in una grande famiglia, a contemplare il deserto. Quest’ultimo ha il potere di unire.
Questa mattina però alla ripartenza è calato il velo della competizione; quando si sale in auto non ce n’è per nessuno.

E’ andata così per Sebastièn Loeb che ha completato in fretta e furia gli oltre 600km di speciale; la tattica provata nella quinta tappa, sembra aver funzionato. Infatti vince la 48h Chrono, motivando il campione del mondo rally a spingere a fondo anche nelle prossime tappe. C’è un però: dietro di lui “El Matador” incombe. Solo 2’01” di divario tra i due dopo oltre sette ore di guida. Carlos Sainz non è un rookie, sa come si amministrano queste gare ormai. La sorpresa chiaramente non è per Sainz, che sappiamo essere navigato in questa disciplina ma bensì per Audi. Visti i trascorsi delle edizioni passate, vederle nei primi posti è comunque una novità. Parliamo al plurale poiché Mattias Ekstrom sta conducendo una grande gara, portandosi al termine della sesta tappa al terzo posto a soli 10′ da Loeb.

Cosa si diceva? “Audi abbandonerà dopo tre tappe“?
Ormai questa frase sta rimbalzando tra una testata e l’altra sul web. Nasser Al-Attiyah oggi ha dovuto tirare i remi in barca. Già con la scelta discutibile di aprire la strada ieri, oggi ha spinto. Forse troppo. Il braccetto di sterzo del suo BRX ha ceduto, costringendolo a fermarsi al chilometro 520. Una sosta che gli è costata 2h45′. Di fatto, potremmo dire che la Dakar per lui è finita qui. La gara è ancora lunga, siamo solo a metà, ma il tempo perduto è veramente molto e gli avversari sono sul piede di guerra.

Lucas Moraes oggi è ottimo quarto, così come in generale ad una distanza di 1h04′ dalla cima. Cima che parla spagnolo. Carlos Sainz è il conduttore di questa Dakar 2024, seguito da Mattias Ekstrom per 20′. Al terzo posto, più distante di nove minuti, vediamo Sebastién Loeb. Guilleme De Mevius è quinto, seguito dall’altra Toyota ufficiale di Giniel De Villiers.

T3/T4

Nella classe riservata ai piccoli mezzi, vediamo una battaglia a senso unico. Eryk Goczal non lascia nemmeno le briciole. Il giovane polacco ha vinto la tappa con 15′ su Michal Goczal. Grande prestazione oggi per Cristina Gutiérrez, che si guadagna il terzo posto con 3′ di gap dal pilota Energylandia e si impossessa anche del terzo posto nella generale. A precederla Mitchell Guthrie, che accusa però una penalità di 2′ nella 48h Chrono e chiude con un ritardo complessivo di 22′. Male Austin Jones che arretra inesorabilmente fino al 9° posto. Tra gli SSV invece è Xavier De Soultrait a dominare. L’ex motociclista spinge tra le dune imprimendo il suo ritmo e aggiudicandosi la tappa insieme al terzo posto generale. Yasir Seaidan comanda ancora la classifica seguito da Sara Price che oggi non è riuscita a mettere le ruote davanti al saudita, accumulando un divario generale di 2’58”. Comunque irrisorio e può succedere ancora di tutto.

Domani si riposa. Domenica si ripartirà. Chi avrà la meglio?

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