Antonelli vince a Monza dal 19° posto, inno di Mameli dopo 60 anni
Kimi Antonelli vince il GP d'Italia partendo 19° e riporta un pilota italiano sul podio più alto di Monza dopo Scarfiotti nel 1966.
Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d'Italia a Monza domenica 6 settembre, partendo dalla diciannovesima posizione in griglia. È il primo pilota italiano a salire sul gradino più alto del podio nella gara di casa dal 1966, l'anno del successo di Ludovico Scarfiotti con la Ferrari. Sessant'anni tondi.
Alla premiazione l'autodromo ha ascoltato l'Inno di Mameli suonato per un vincitore italiano, cosa che qui non capitava da due generazioni di appassionati. Antonelli, ventenne, bolognese, ha sventolato il tricolore in lacrime davanti alle tribune. La vittoria, la settima stagionale, lo porta a 66 punti di vantaggio su George Russell nella classifica piloti.
Diciannovesimo al via, primo sotto la bandiera a scacchi
Antonelli era finito in fondo allo schieramento per le penalità legate alla sostituzione di componenti della power unit. Il sabato aveva già consegnato una sorpresa, con la pole a Pierre Gasly, la prima della carriera del francese e la prima nella storia dell'Alpine. Partire dal fondo a Monza, su una pista dove la scia conta più della guida pulita, sembrava aver chiuso il discorso vittoria prima del semaforo verde.
Sono bastati meno di diciassette giri per riportarlo davanti. Una bandiera rossa nella fase iniziale e poi una virtual safety car a metà gara hanno spostato gli equilibri, perché Antonelli è rientrato ai box per montare gomme medie nuove mentre Russell è rimasto in pista con hard già consumate. Da lì in avanti il degrado ha fatto il resto.
La Ferrari ha vissuto il pomeriggio opposto, con Charles Leclerc fuori al secondo giro. Davanti, le due Mercedes si sono scambiate la posizione più volte tra la prima e la seconda variante, sfruttando la scia e le diverse gestioni della batteria, fino a sfiorarsi in Curva Grande. Il distacco finale, come riporta il report ufficiale della Formula 1, è di 3.857 secondi. Terzo Max Verstappen. A Monza nessuno aveva mai vinto partendo più indietro dell'undicesima piazza, il primato che apparteneva a Peter Gethin dal 1971.
Il podio, l'inno e le tribune che cantano
Il momento che sta circolando è quello della premiazione. Antonelli al centro, Russell e Verstappen ai lati, e sotto il podio una folla che ha cantato l'inno insieme all'impianto dell'autodromo prima di passare a Sarà perché ti amo e Volare. Il pilota si è coperto il viso quando sono partite le note, poi ha alzato la bandiera.
Nel dopogara ha raccontato di averci creduto anche mentre inseguiva il compagno di squadra, ammettendo però quanto fosse difficile staccarlo con la scia così forte sui rettilinei. Nella fase decisiva era finito con due ruote nella ghiaia attaccando Russell, un errore che avrebbe potuto costargli la gara e che invece non ha cambiato nulla.
Il conto del Mondiale adesso pesa. Con 66 punti di margine sul compagno di squadra e Verstappen alle spalle di entrambi, Antonelli si avvicina a un titolo che manca all'Italia dal 1953, quando lo vinse Alberto Ascari con la Ferrari. Chi segue la stagione di Formula 1 corsa dopo corsa sa che il calendario lascia ancora spazio a un ribaltamento, ma la giornata di Monza ha spostato l'inerzia in modo evidente.