Ogni tanto ci dicono/scrivono: “parlate anche degli equipaggi che partono dopo, riprendete anche gli ultimi”, per motivi di “tempo” non possiamo davvero farlo, sarebbe davvero difficile fare una diretta di 3 ore (vedi Alba), filmare tutti e restare magari anche senza batteria. Al Rally di Alba con 180 iscritti era davvero impossibile dare voce a tutti ma abbiamo “adesivato” la Peugeot 306 N3 #127 dell’equipaggio composto da Riccardo Dabbrescia e Alberto Gaggioli. Riccardo fa poche gare l’anno ma ad Alba voleva esserci, Alberto ha grande esperienza ha già assaporato dei podi nell’assoluta, formando un ottimo equipaggio. Dunque lo spazio lo diamo a chiunque così com’era con il “defunto” Diario dell’equipaggio…infatti questa gara e racconto lo mettiamo subito come “Storia dei Rally”, siamo tutti bravi a ricopiare le solite storie, trite e ritrite.

Per la cronaca Riccardo e Alberto hanno concluso in 92° con qualche escursione e traverso più o meno voluto (ma controllato egregiamente)…ecco il loro #RA19

“Che esperienza! 

Credo che una gara come Alba la dovrebbero vivere tutti i piloti una volta nella propria carriera.

Il rally di Alba per me e Alberto è iniziato un po’ per scherzo ma tra una chiacchiera e l’altra alla fine è diventato realtà.
La scelta di questa gara è avvenuta per due motivi, il primo è che l’ultima gara (2015!) l’avevo corsa da quelle parti e speravo quindi di poter utilizzare una parte delle note, il secondo è stato che con una tassa di iscrizione da Coppa Italia potevamo partecipare ad una gara di Campionato Italiano WRC, dove molto probabilmente si sarebbe presentato al via anche un certo Sebastien Loeb! L’idea di partecipare ad una gara che vede alla partenza un nove volte campione del mondo ci ha messo i brividi.
L’idea iniziale era quella di utilizzare una Peugeot 106 N2, ma poi quasi per caso si è concretizzata la possibilità di correre con una Peugeot 306 N3, facendo quindi un bel passo in avanti in fatto di prestazioni.
La preparazione è iniziata con la pubblicazione delle PS e dei relativi video da parte dell’organizzazione; il fatto di vedere le prove un mese prima delle ricognizioni è stato sicuramente un aiuto. Oltretutto, essendo prove già disputate in altre edizioni o in altri rally, Youtube è stato di enorme aiuto permettendoci di arrivare alle ricognizioni con quasi tutte le note scritte (da altri).
Il clima ha cominciato a scaldarsi il giovedì precedente la gara, quando arrivati ad Alba abbiamo assistito alla presentazione dell’equipaggio Loeb-Elena e della loro Hyundai WRC PLUS, che emozione vedere dal vivo un mito del nostro sport a pochi metri da noi.
Immaginate poi la sorpresa quando abbiamo scoperto di essere nello stesso albergo e di trovarci faccia a faccia con lui e con tanti altri protagonisti del Campionato Italiano WRC.
Il venerdì è stata la giornata dedicata alle ricognizioni e da subito è emerso un particolare che poi avrebbe contraddistinto tutta la gara: le traiettorie e i tagli!
In una giornata ci siamo fatti oltre 300 km tra le splendide colline di Alba ma abbiamo effettuato tutte le correzioni necessarie alle ns note e finalmente si è potuto pensare di fare sul serio.
Il sabato abbiamo disputato lo shakedown e qui è cominciato il giro di valzer del meteo impazzito. Dopo aver effettuato verifiche tecniche e sportive sotto un solleone con almeno 30 gradi, siamo riusciti a disputare solo un giro a causa dell’enorme numero di partecipanti.
Una serie di piccole uscite aveva ritardato i tempi dei primi e di conseguenza alla partenza dello shake sembrava di essere in fila in autostrada per andare al mare in agosto, solo che davanti a noi c’erano Scandola, Veiby, Sarrazin, ecc ecc.
Le prime impressioni alla guida sono state buone, gli automatismi della guida sono tornati subito, e sentire Alberto darmi le note nel casco è stata una vera botta di adrenalina.
Il tempo di finire il primo giro e di rimettersi in fila per il secondo giro e su Cherasco si è riversato un mega temporale.
Nonostante molti equipaggi abbiano fatto marcia indietro e rinunciato, noi abbiamo deciso di fare un test con le gomme da asciutto sul terreno bagnato, pensando potesse tornare utile in gara. Tra qualche brivido e qualche conferma, siamo tornati al Parco Assistenza per mettere le gomme da pioggia. A causa dell’intensità della pioggia, l’operazione ha richiesto più di un’ora.
Nel frattempo la maggior parte degli equipaggi ha fatto le valigie e se ne è andata, anche perchè il temporale aveva sorpreso l’organizzazione e ambulanze, carri attrezzi e decarcerazione erano impantanati!!! Il rischio che tutto venisse annullato è stato veramente alto.
Per fortuna così non è stato, e fiduciosi, alle 16 ci siamo presentati alla partenza con la ns auto e le gomme da bagnato e siamo riusciti a fare altri 2 giri. Non avendo mai guidato un’auto da corsa sul bagnato ho subito avuto delle sensazioni positive, enorme tenuta e trazione su un fondo davvero scivoloso.
Ma il meteo non ha finito di stupirci, perchè una volta rientrati ad Alba ed effettuato il briefing, è ricomparso un sole estivo che in breve ha asciugato tutto.
Dovendo effettuare a breve la PS spettacolo, il dubbio su che gomme scegliere si è risolto con 4 medie, scelta ottimale.
Dopo aver effettuato la pedana, ci siamo avviati verso la prima PS, un vero toboga tra brevi allunghi e molte inversioni. La realizzazione di un tempo mediocre mi ha un po’ demoralizzato. Ma comunque la gara vera sarebbe iniziata il giorno dopo.
Il meteo domenica ha dato il meglio di sè, pur sapendo da giorni che avremmo trovato acqua, mai ce ne saremmo aspettati così tanta accompagnata anche da nuvole basse, l’incubo di chi corre in auto!
Montate gomme morbide e intagliate (Pirelli semi-nuove), ci siamo avviati alla PS Roddino e lì è cominciato il vero cinema. Sapendo che davanti a noi erano già passate alcune decine tra WRC e R5, ho detto ad Alberto che il ritmo l’avremmo deciso dopo le prime curve in funzione delle condizioni del fondo, ma la seconda curva ci ha presentato uno scenario ben peggiore del previsto poichè i tagli erano di almeno un metro e il fango copriva quasi per intero la sede stradale.
A quel punto Alberto mi ha consigliato di non esitare e di prendere i tagli in maniera decisa altrimenti il fango ci avrebbe riservato qualche brutta sorpresa.
Percorrendo i 14 km della ps abbiamo trovato di tutto, e il fondo ha tradito molti equipaggi partiti prima di noi, in alcuni casi guidando mi chiedevo come avessero fatto alcune auto uscite di strada a finire in posti così assurdi!
Con grande stupore, l’aderenza per noi era tutto sommato buona, l’auto si è comportata in maniera sincera e la ps l’abbiamo percorsa decisi e convinti, fino all’ultima curva che però ci ha riservato un finale dolce-amaro.
In fase di staccata per l’ultimo tornante, l’auto in acquaplaning è scivolata all’esterno della curva dove c’era un fosso con un bel tombino di cemento in evidenza; un po’ d’istinto, un po’ di freno a mano e una bella dose di culo ce lo hanno fatto evitare.
Tuttavia eravamo al di sotto della sede stradale, in mezzo all’erba bagnata e al fango; senza mollare un secondo abbiamo fatto inversione e ci siamo arrampicati con un po’ di fatica di nuovo in strada. Le gomme intagliate e l’autobloccante ci hanno aiutati a rientrare e finire la prova. Pur con tanti secondi persi il tempo è stato discreto anche se ben lontano dai primi di classe.
Contenti per essere ancora in gara ma dispiaciuti per il tempo perso, ci siamo avviati verso il primo passaggio della Igliano, prova da 21 km, roba seria!
In questa ps sapevamo che le condizioni sarebbero state anche peggiori e difatti così è stato.
La prova in alcuni punti velocissima è stata molto insidiosa perchè affrontare delle “4” con un’aderenza per metà strada quasi zero è davvero da brividi, mancare un taglio o sbagliare una traiettoria voleva dire trovarsi in un campo; noi la nostra gita per prati l’avevamo già fatta e non volevamo ripeterci.
L’auto è stata sincera e in quelle condizioni non abbiamo pensato più di tanto ai tempi quanto ad uscirne indenni, considerando l’ennesimo alto numero di auto ferme lungo il percorso.
L’arrivo a fine ps è stato un sollievo ma il meteo ci stava per regalare l’ennesimo colpo di scena: il sole e non pallido ma estivo.
Infatti il trasferimento verso Alba per riordino e parco assistenza ci ha mostrato una strada pulita e un nuovo dilemma: quali gomme mettiamo ora?
La scelta è stata per quattro dure da asciutto con nessun intaglio (D-Mack semi-nuove), scelta ottimale perchè i 30 gradi hanno asciugato molto in fretta il fango. Per una volta il fatto di partire con un numero alto ci ha permesso di valutare con lungimiranza la situazione ed effettuare la scelta migliore.
Purtroppo il secondo passaggio sulla Roddino è stato annullato, ma effettuando la ps in trasferimento abbiamo avuto conferme sulla scelta fatta in tema di gomme.
Tutto l’entusiasmo si è miseramente spento a partire dal secondo passaggio sulla Igliano. Le gomme da asciutto e l’auto non mi danno più quella confidenza sperata, ma magari il mio è un blocco psicologico dovuto all’uscita sulla prima ps, magari sono semplicemente arrugginito o privo dell’esperienza necessaria.
Nel veloce non tengo giù, e i tempi ne risentono in maniera inequivocabile. se nelle staccate non ti fidi e freni prima, i tempi non vengono. Alberto con la sua esperienza me lo fà notare ma la situazione non cambia, di più non riesco a fare.
Teniamo le stesse gomme anche per i due passaggi sulla Santo Stefano e anche qui, essendo prova molto veloce soprattutto nel finale, se non ti fidi i tempi non vengono.
Addirittura il secondo passaggio lo peggioriamo di qualche secondo anche se alla partenza ero più deciso ad attaccare.
Un po’ demoralizzati torniamo ad Alba per la pedana di arrivo, la gara è finita e noi ci siamo nonostante tutto.
Certo speravamo in un risultato migliore, per lo meno come volontà e a livello di sensazioni di guida, ma purtroppo così non è stato.
In sintesi un rally a due facce, dove la pioggia a me sconosciuta si è rivelata amica e il sole mi ha riservato qualche delusione.
A differenza dello scorso rally che aveva visto una progressione costante e un crescendo di prestazioni, questo si è svolto in maniera opposta.
Sicuramente correre tre rally da pilota in 18 anni, non aiuta ad essere performante ma così è e di più non si può chiedere.
I dubbi che mi assillano sono: sto invecchiando (molto probabile)? Corro troppo poco per poter avere quella confidenza necessaria alla competizione o altro?
Speriamo che non sia l’ultimo rally disputato e che il futuro ci offra la possibilità di risolvere questi dubbi e avere finalmente quelle sensazioni e prestazioni sperate.
E ora via con i ringraziamenti:
parto da Alberto perchè è il 50% dell’equipaggio, ineccepibile nello svolgere il suo compito e nello dispensare suggerimenti. Compagno di avventura tranquillo e pacifico ma pronto a tirare fuori una grinta insospettabile all’ultimo c.o. quando i cronometristi un po’ addormentati stavano per farci pagare un minuto di ritardo.
Tranquillo è tutto immortalato nel camera car!
Paola, la mia compagna, sempre presente e pronta a condividere queste esperienze da malati di motori. Conoscendola bene so quanto la sua presenza sia una manifestazione d’amore pura. Grazie, ti amo tanto!
Chiara e Christian, coinvolti anche loro in questa avventura. Grazie di essere venuti, delle belle parole, della compagnia e della bella amicizia.
Mio fratello Paolo, pronto ad essere in prova alle 7 di mattina sotto l’acqua dopo essersi fatto 2 km a piedi senza ombrello.
A Mirco e Giorgio per avermi fornito un’auto che forse meritava un pilota un po’ più brillante. Ci sarà una prossima volta? Perchè no!
Ad Alberto M. e Mario S. (insieme a Flavio) che abbiamo trovato all’uscita del refueling. Sperando di rivedervi presto con il casco in testa.
P.S.: a questo punto siamo gli unici ad aver corso una gara insieme a Loeb.
E ovviamente a Marco che mi ha fornito degli ottimi adesivi e la possibilità di scrivere queste righe da condividere con tutti voi.
Spero ovviamente di non aver dimenticato nessuno, se così fosse non si offenda ma devo ancora rientrare in modalità standard”

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