Il personaggio rallistico che proponiamo oggi è Paolo Amati detto “popi” storico direttore sportivo Peugeot al fianco di Zanussi,Cattaneo,Ercolani,Fabbri tanto per citare alcuni piloti.
Tutte le info in dettaglio su Paolo le trovate nella pagina del forum dedicata QUI.

Ecco come ha risposto…

  • Cosa ne pensi dei rally attuali? Li segui?

“I rally “moderni” sono, sopratutto in Italia, troppi e con troppi campioni di tutti i tipi. Quando iniziai a correre(fine anni 70) in totale non arrivavano a 50, oggi sono triplicati per non dire quadruplicati….
Seguo tutti i rally del CIR con il mio ultimo pilota Paolo Andruecci e con Fabrizio Fabbri.”

  • Soluzioni per migliorare una disciplina che e’ in crisi?

“Come ho appena detto bisognerebbe avere meno gare e meglio organizzate.
La “federazione” dovrebbe essere meno “politica” e collaborare maggiormente con le Case costruttrici che hanno team ufficiali e/o istituiscono trofei promozionali.”

 

  • Una gara che ti ha esaltato?

“In passato, quando ero in auto, il Sanremo con l’asfalto ligure e gli sterrati toscani per quanto riguarda l’Italia mentre all’estero 1000 laghi e Safari.”

  • Rimpianti?

“Unico rimpianto(di allora) l’abolizione dei Gruppi B a fine 1986. C’era pronto un contratto per Zanussi e me per partecipare a tutte le gare in asfalto e qualche altra mista nel mondiale 87 con Peugeot Sport.”

  • Una macchina?

“Sicuramente la 205 T16 ma anche con la BMW M3 ci si diveritva molto”

  • Mai avuto paura? C’era qualcosa di particolare che non amavi?

“Paura no, ma non mi piacevano le ricognizioni fatte a strade aperta.”

  • La Tua migliore stagione?

“Il 1986 è stato l’anno che mi ha dato piu’ soddisfazioni ma anche il 1993 con Andreucci e la piccola 106 xsi 1360 non è stato male(per esempio terzi assoluti al Salento che ancor oggi è un risultato che nessuno mai ha replicato nel CIR con un’auto così piccola)”

  • Un episodio curioso o particolare?

“Tanti episodi curiosi e particolari ma uno che ricordo sempre fu al Safari del 1987: eravamo durante le ricognizioni e nel giro di mezzora uno sterrato che si faceva in sesta si trasformo’ in un fiume. Nel primo passaggio mentre prendevamo le note ci impiegammo 20 minuti, quando le controllammo piu’ di tre ore con l’acqua in abitacolo fino alle ginocchia….”

  • 1986,poteva essere l’anno del trionfo,squalifica a Sanremo e chiodi ad Aosta.Sei ancora amareggiato per queste ingiustizie?

“Come si fa a non essere amareggiati…Ci fu impedito di finire il Sanremo e poi gara annullata. Per Aosta se avessimo avuto, in quei tempi, il cameracar magari la Federazione avrebbe poi potuto prendere una decisione come per Scandola a San Martino…. Anche se lo ritengo molto improbabile visto che eravamo gli avversari della Lancia in Italia….”

  • I sogni non finiscono mai,progetti?

“Anche i sogni svaniscono col passare del tempo. Mi auguro solo di vedere prossimamente una gestione piu’ professionale da parte di chi governa il nostro sport. Oggi come oggi è la fotocopia della nostra politica.”

 

intervista realizzata da Marco Bonini per Rally.it