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Prologo

Riprendiamo con la nostra serie “Storia dei marchi rallyistici” con una casa, che si potrebbe definire quasi strana. Infatti non ha spiccato particolarmente, se non per un paio di piccole vetture che sono rimaste impresse, attorno agli anni ’90.

240RS, Sunny, Pulsar…Vi dicono qualcosa? Stiamo parlando proprio di Nissan. Se vogliamo essere precisi la prima di queste faceva parte del Gruppo B, ma approfondiremo più avanti. Sicuramente molti di voi ricorderanno cinque o sei delle vetture che sono state trasformate in bolidi da rally, ma in realtà sono ben undici; partendo dal più vecchio Gruppo 4, fino ad arrivare al Gruppo A di metà anni ’90. Ma andiamo con ordine, e vediamo velocemente da dove nasce questa parte dell’automobilismo giapponese.

E’ necessario fare un po’ di chiarezza, del perchè alcuni modelli siano marchiati Datsun mentre altri con il più famoso e recente Nissan. La prima era una casa automobilistica giapponese che nacque nel 1931, ma che venne acquistata da Nissan soltanto tre anni dopo, nel 1934. Tuttavia l’utilizzo del marchio rimase, e lo troviamo nei modelli Nissan fino al 1986 dove venne abbandonato, e lasciato spazio al marchio odierno. Non a caso i due stemmi sono praticamente identici, cambiando solo la parola centrale; rimase così la classica sfera rossa (simboleggiante il bel paese del sol levante) e una striscia blu centrale che mette in evidenza proprio il marchio. La casa di Yokohama sicuramente è ben più famosa per modelli come la Skyline, la serie Z e i suoi fuoristrada. Tutt’ora fa parte del gruppo Renault.

Facciamo così un tuffo nel passato, per rivivere i vecchi momenti e rispolverare vecchie tecniche di meccanica, allora molto innovative.

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