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Datsun 240Z

Foto di Davide Donelli

La Datsun 240Z si può definire come la prima vera e propria sportiva di casa Nissan. La sua linea ricorda, grazie agli spunti stilistici, la sempre affascinante Jaguar E-Type e Ferrari 250 GTO. Gli elementi di queste due vetture si posso ritrovare sul lungo cofano e la linea complessiva della vettura. Nel 1969 venne lanciata sul mercato, con un modesto sei cilindri in linea, che erogava 150 cavalli. La particolarità di questo motore era la sua provenienza, infatti derivava dalla Datsun 510. Tuttavia quest’ultima, come saprete, era dotata di soli motori a quattro cilindri, e tecnici di Yokohama aggiunsero due cilindri, riuscendo così ad ottenere 2.4L con un singolo albero a camme (SOHC). Il sistema sospensivo era di tipo MacPherson all’anteriore, mentre al posteriore si adottò per le sospensioni indipendenti. Per arrestare tutti i 1068 Kg si poteva fare affidamento su due dischi anteriore e i più classici tamburi sul posteriore.

Data la sua indole sportiva venne perciò derivata una versione da Rally. In verità le versioni sono due;

Carburatore Mikuni PHH

La prima che venne omologata fu la 240Z Gruppo 4.

Il motore rimase lo stesso della versione stradale. Tuttavia la potenza, e non solo, venne aumentata: si passò dai 150 cavalli standard ai 200/225 in base alla configurazione. Il sistema di alimentazione era dotato di tre carburatori Mikuni 44 PHH a doppio corpo.

Spaccato del sistema sospensivo posteriore

 

Tuttavia vennero usati anche carburatori italiani, come i Dellorto DCOE. Il sistema sospensivo venne leggermente modificato e aggiornato; il MacPherson venne mantenuto sull’anteriore, abbinandolo a ammortizzatori telescopici a gas che vennero utilizzati anche al posteriore. Su quest’ultimo troviamo un montante di tipo Chapman con molle elicoidali. Naturalmente la barra anti-rollio era presente su entrambi i sistemi. La seconda versione fu omologata nel 1974, ed era denominata 260Z. Facile intuire la natura del suo nome; infatti la vettura ebbe un upgrade del motore, aumentandolo di cilindrata da 2.4L fino a 2.6L, con conseguente aumento di potenza. Successivamente venne presentata anche la 280Z, con un possente 2.8L. Tuttavia le vetture sotto la carrozzeria non subirono sostanziali modifiche.

Al volante di questa sei cilindri vediamo Rauno Altonen, ed Edgar Herrmann, i quali riuscirono a trionfare nel 1971 e 1973 al Safari Rally.

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