Dopo le verifiche e la prova spettacolo “facoltativa” di ieri sera, con lo shakedown e le qualifiche è iniziata la stagione 2019 competitiva del campionato europeo Rally. Un campionato che al Rally delle Azzorre non vede la partecipazione di alcun equipaggio italiano e che potrebbe non vedere alcun tricolore in lotta per i titoli continentali. Una vera disdetta visto che negli ultimi anni gli italiani sono stati protagonisti nelle varie categorie.
Ma lasciamoci alle spalle il malcontento ed andiamo a vedere quanto è successo nella mattinata portoghese quando si sono svolti due turni di shakedown e, successivamente, la qualifica finale.
Protagonisti i campioni in carica Lukyanuk-Arnautov, sulla nuova Citroen C3 R5 ed i francesi Loubet-Landais, quest’anno sulla Skoda Fabia R5.
Se nello shakedown è stato il russo a comandare entrambi i passaggi, nella prova decisiva è il francese ad essere irraggiungibile. Con il tempo di 1’53″181 ed una media oraria di oltre 99 km/orari Pierre Loubet diventa il vero avversario di questa competizione.
Ieri sera, dopo la prova spettacolo Lukyanuk ha fissato l’obiettivo: vincere il titolo. Loubet in caso di vittoria potrebbe considerare di non fare solo le prime due gare ma poter cercare di vincere il titolo.
Tutte parole che potrebbero essere stravolte dalle prime prove in quanto nella gara potrebbero emergere nuovi avversari e stravolgere quanto appena ipotizzato. Il terzo tempi è di Chris Ingram, il talento di Manchester deve ancora trovare l’intero budget per la stagione ma ieri è stato esplicito “Cercherò di vincere il titolo”, il talento non manca ed ora anche l’esperienza, dopo la sfortunata stagione 2018, quando ci si mise anche un malanno fisico a stopparlo.
Scorrendo la classifica delle qualifiche troviamo l’ungherese Herczig. Il magiaro è stato senza dubbio la sorpresa del 2018, nonostante abbia saltato qualche evento e quest’anno si presenta al via con la nuova VW Polo R5 della BRR. Per il podio finale possiamo sicuramente considerarlo.
Bravo anche il polacco Habaj (Skoda Fabia R5), il passaggio alla vettura ceca sembra averlo rivitalizzato, potrebbe essere un outsider interessante.
Subito dopo possiamo nominare in blocco l’armata portoghese, per ora molto nascosta: Teodosio e Moura, entrambi Skoda, sembrano i lusitani in maggior forma, non sono i più noti a livello Internazionale ma in Portogallo godono di grande credito, attenzione ad entrambi. Magalhaes (Hyundai), grande protagonista nelle due precedenti edizioni, potrebbe pagare il cambio auto. Rego (Skoda), Barbosa (Skoda) e Bernardo Sousa (Citroen C3 R5) completano il quadro dei piloti portoghesi con ambizioni nei vertice della classifica.
Adielsson (C3), Almeida (Fabia), Stajf (Fabia), Tsouloftas (Fabia), Correja (Fiesta), Nobre (Fabia) e Monteiro (Fabia) completano il parco macchine R5 ma non sembrano a poter ambire a traguardi di prestigio.
In R2 svetta il norvegese Furuseth, davvero a suo agio sulla Peugeot 208 R2, segue lo spagnolo Llarena (208), l’ottimo Cais (Fiesta), il locale Antunes (208) e Rokland (Fiesta), più indietro le Opel Adam ufficiali e non.
Assente in qualifica Griebel (Polo R5) e Pimentel (Impreza).

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